21 luglio 2005 Attentati di Londra Fatti veloci


Un treno della metropolitana di Londra arriva alla stazione di Victoria il 30 marzo 2010, a Londra, Inghilterra.

Oli Scarff/Getty Images Europe/Getty Images

Un treno della metropolitana di Londra arriva alla stazione di Victoria il 30 marzo 2010, a Londra, Inghilterra.



CNN

Ecco uno sguardo agli attentati terroristici falliti del 21 luglio 2005 a Londra. Nessuno è rimasto ucciso o ferito negli attacchi.

Gli attacchi hanno avuto luogo due settimane dopo a uno simile ha ucciso 52 persone e ne ha ferite più di 700.

Le bombe erano fatte in casa e si credeva contenessero un esplosivo bianco a base di perossido, una descrizione coerente con il triacetone triperossido altamente volatile, o TATP.

21 luglio 2005 – A Londra si verificano quattro attentati dinamitardi, tre sui treni della metropolitana e uno su un autobus. Piccole esplosioni si verificano nelle stazioni di Warren Street, Oval e Shepherd’s Bush. Scotland Yard risponde anche a un “incidente” su un autobus a Hackney e Columbia Road nella zona est di Londra. Non ci sono vittime.

23 luglio 2005 – La polizia recupera un quinto ordigno non detonato in un parco a ovest di Londra.

27 luglio 2005 – Yassin Hassan Omar, un somalo di 24 anni con residenza britannica, viene arrestato a Birmingham.

29 luglio 2005 – La polizia cattura due sospetti, Muktar Said Ibrahim e Ramzi Mohammed, negli appartamenti di Dalgarno Gardens nel quartiere di North Kensington a Londra. Il presunto quarto attentatore, un etiope di nome Hamdi Isaac, noto anche come Hussain Osman, viene catturato in Italia dopo che Scotland Yard e le autorità italiane controllano il suo cellulare mentre viaggia da Londra a Roma.

7 agosto 2005 – La polizia britannica annuncia che ora sono stati accusati un totale di cinque uomini: Ibrahim, 27 anni, tentato omicidio e associazione a delinquere finalizzata all’omicidio; Ramzi Mohammed, 23 anni, tentato omicidio e cospirazione per omicidio; Manfo Kwaku Asiedu, 32 anni, complotto per omicidio; Siraj Yassin Abdullah Ali, 30 anni, e Wahbi Mohammed, 22, entrambi accusati di aver aiutato a sfuggire all’arresto.

28 aprile 2006 – Ibrahim, Ramzi Mohammed, Omar, Asiedu e Osman compaiono tramite collegamento video presso la Corte penale centrale, dichiarandosi tutti “non colpevoli” per le accuse di omicidio, cospirazione, possesso di esplosivi e cospirazione per provocare esplosioni che potrebbero mettere in pericolo la vita e la proprietà. L’incriminazione di un sesto sospettato, Adel Yahya, è rinviata a giugno. È accusato di cospirazione per provocare esplosioni.

9 luglio 2007 – Una giuria condanna quattro degli imputati con l’accusa di cospirazione per commettere omicidio: Ibrahim, Omar, Ramzi Mohammed e Osman.

10 luglio 2007 – La giuria non riesce a raggiungere un verdetto sui restanti due imputati, Asiedu e Yahya.

5 novembre 2007 – Yahya riceve sei anni di carcere dopo essersi dichiarato colpevole di aver raccolto informazioni suscettibili di essere utilizzate in un atto terroristico.

20 novembre 2007 – Asiedu viene condannato a 33 anni dopo essersi dichiarato colpevole di cospirazione per provocare esplosioni.

Febbraio 2008 – Dopo quattro mesi di prova, cinque uomini sono condannati per aver assistito gli aspiranti attentatori e sono condannati: Wahbi Mohammed (17 anni), Siraj Yassin Abdullah Ali (12 anni), Ismail Abdurahman (10 anni), Abdul Waxid Sherif (10 anni) e Muhedin Ali (sette anni).

2011 – Abdurahman e Siraj Yassin Abdullah vengono liberati in anticipo.

30 aprile 2012 – Emergono documenti interni di al Qaeda che forniscono dettagli sul fatto che il suddito britannico e l’agente operativo di al Qaeda Rashid Rauf hanno pianificato gli attentati di Londra del 2005 effettuati da gruppi guidati da Mohammed Siddique Khan il 7 luglio e Ibrahim il 21 luglio.

16 dicembre 2014 – Abdurahman, Ibrahim, Omar e Ramzi Mohammed perdono un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Sostengono che il loro accesso all’assistenza legale è stato ritardato quando sono stati interrogati dalla polizia.

1 giugno 2015 – La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo accetta di esaminare il caso di Abdurahman, Ibrahim, Omar e Ramzi Mohammed in merito al ritardo nell’accesso all’assistenza legale.

13 settembre 2016 –

La Grande Camera governa
non c’è stata violazione dei diritti per Ibrahim, Ramzi Mohammed e Omar, ma c’è stata una violazione per quanto riguarda l’accesso all’assistenza legale per Abdurahman.

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