Emozioni intorno alla presenza in Sicilia delle navi della guardia costiera libica


Si tratta di un porto turistico senza storia, situato ai piedi delle pendici dell’Etna, a una quarantina di chilometri a nord di Catania. Di solito, in questa stagione, le banchine sono invase da gruppi di turisti-Riposto è il punto di partenza ideale per escursioni via mare a Taormina, con vista sul vulcano lungo il percorso. Ma per il momento i viaggiatori arrivano solo con il contagocce. Quindi la città è al minimo.

Negli ultimi giorni, Riposto si è trovato al centro dell’attenzione, in occasione della morte del bambino del paese, il cantante e compositore Franco Battiato. Dieci giorni dopo la sua scomparsa, il ricordo dell’artista continua ad alimentare discussioni. Ma, nelle vicinanze del porto, un altro soggetto suscita una crescente curiosità : la presenza sulle banchine, di fronte alla capitaneria, di imbarcazioni grigie senza particolari segni distintivi, a parte numeri di serie e iscrizioni in caratteri arabi.

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Queste navi piuttosto moderne si sono alternate da questo inverno per le operazioni di manutenzione, e tutto è fatto per dissuadere i curiosi dall’avvicinarsi troppo. Si tratta, infatti, delle unità offerte dall’Italia alla guardia costiera libica, con l’obiettivo di impedire ai migranti di lasciare le coste africane verso l’Europa.

Violazioni della legge del mare

Il caso, rivelato ad aprile dalla rivista siciliana Altreconomia, è stato confermato a La Repubblica da diversi pescatori e dal sindaco della città, Enzo Caragliano : “Sono rimasto incuriosito da queste iscrizioni arabe, e poi ho imparato che erano le barche offerte dall’Italia per combattere l’immigrazione e ridurre il numero di morti in mare », spiega l’edile. In realtà, queste navi sono presenti nell’ambito di un contratto formale.

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Il documento autentico è pubblico e disponibile sul sito web del centro navale della guardia di finanza. Specifica che Riposto è stato scelto per “il discreto recupero di grandi unità navali, al fine di nasconderle agli occhi degli intrusi ». Situato nelle immediate vicinanze dell’aeroporto di Catania, e quindi facilmente raggiungibile dalla Libia, il sito di Riposto è infatti ideale, data la debolezza delle infrastrutture portuali in Libia e la situazione di sicurezza nel paese.

Dal 2017, il governo italiano e l’Unione Europea hanno finanziato e attrezzato queste unità della guardia costiera, con base intorno a Tripoli, le cui molteplici violazioni del diritto del mare sono regolarmente denunciate dalle ONG che operano nella zona, ma anche dai pescatori siciliani, regolarmente vittime di minacce, persino di attacchi caratterizzati.

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