Matteo Salvini indebolito dalla crisi del coronavirus nella roccaforte della Lega in Italia


Matteo Salvini, leader della Lega (estrema destra), a Roma, il 13 febbraio.
Matteo Salvini, leader della Lega (estrema destra), a Roma, il 13 febbraio. Alessandra Tarantino / AP

Il colpo non era mal montato, e in altri tempi avrebbe senza dubbio avuto un certo successo. Nella notte del 29 al 30 aprile, decine di senatori della Lega (di estrema destra, all’opposizione), guidati dal loro leader, Matteo Salvini, hanno “occupato” la camera del senato italiano, per denunciare il blocco dell’economia, i ritardi nel pagamento degli aiuti promessi, le limitazioni della libertà di movimento e, più in generale, l’emarginazione dei poteri legislativi da parte del governo Racconto, a causa di una crisi di salute.

Per un paio d’ore, i selfies dei parlamentari che indossano maschere invaso i social network, trasmesse da vettori normali della Lega. Ma la mattina, l’evento è giunto alla fine, piuttosto piteusement. È che, questa volta, l’iniziativa ha portato a un sacco di più ridicolo di lode. Come, infatti, l’ex ministro dell’interno può denunciare l’impostazione da parte del Senato, in modo che, dall’inizio della legislatura, è più orientata sulla televisione che in Parlamento ? Ed è nella posizione migliore per denunciare il sidelining del controllo esercitato dal potere legislativo, che, allo scoppio della crisi nel governo che è stato fatale, nell’estate del 2019, ha sostenuto i “pieni poteri” ?

Da alcune settimane, il leader della Lega sembra aver perso la mano. Privato podi e sostiene il contenimento, che ha sospeso la campagna elettorale in corso e che si è impegnato per più di due anni, e svezzati di selfies e bagno di folla che fino a un po ‘ di carburante giornaliero, Matteo Salvini esitate, per gli ultimi due mesi, tra due atteggiamenti inconciliabili – il “chiudiamo tutto ! “ (” chiudere tutto ! “) per rallentare l’epidemia, e l’azione per il recupero più rapido della libertà di movimento. Aggiungere solo alla confusione, mentre le sue denunce contro l’immigrazione non è più la stessa eco, al momento della chiusura generale dei confini.

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Di fronte a lui, il governo sta prendendo a pieno l’atmosfera dell’unità nazionale creato dalla crisi, nonostante le sue esitazioni e ambiguità, e il suo leader, Giuseppe Conte, continua a godere di più del 60 % di pareri favorevoli.

La Lega resta il paese leader del partito in termini di intenzioni di voto, ma è sceso al di sotto del 30 %

Naturalmente, i sondaggi politici condotto in un contesto di particolare se deve essere visto con grande attenzione, ma la tendenza che si genera è unanime, e molto chiaro. La Lega resta il paese leader del partito in termini di intenzioni di voto, ma lei è sotto il 30 %, e la vela è ora tra il 26 % e il 28 % dei voti. Questa flessione degli utili al suo principale alleato e concorrente, Fratelli d’italia, tra il 12% e il 15% dei voti, ma anche per i due principali partiti attualmente al potere, il Partito democratico (centro-sinistra) e il Movimento 5 stelle (antisystème), l’ex alleato della Lega, tra cui l’inesorabile declino degli ultimi mesi sembra essersi fermato dall’epidemia.

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