L’italia affronta le sue affermazioni industriale


Il acièrie Ilva, a Taranto, nel mese di novembre.
Il acièrie Ilva, a Taranto, nel mese di novembre. ANDREAS SOLARO / AFP

Senza grandi lotte, gli attacchi contro Bruxelles o minacce di rottura : a differenza di discussione del bilancio del 2018, lo sviluppo della legge finanziaria per il 2020, in Italia, era così incredibilmente tranquilla. Quattro mesi dopo la cacciata del governo di Matteo Salvini (Lega, estrema destra), nell’estate del 2019, seguita dalla costituzione di una nuova maggioranza, pro-europea, ha formato l’alleanza tra il Movimento 5 stelle (antisystème) e il Partito democratico (centro-sinistra), la rottura è totale.

Le ultime fasi della infinita di back-e-indietro di stagione tra il Senato e la Camera dei deputati hanno annunciato per domenica 22 e lunedì 23 dicembre, ma la chiave è acquisito diverse settimane : grazie a un sapiente mix di aumenti fiscali e tagli alla spesa, l’aumento automatico dell’IVA (” salvaguardia “) è stato pre-empted, senza questa decisione provoca l’avvio di un blip sul lato dei mercati finanziari. Il diffusione (differenziale tra i tassi di interesse dei titoli di stato decennali italiani e tedeschi), il solito indice di nervosismo degli investitori, ha sperimentato un certo grado di tensione, ma egli rimane contenuto di circa 160 punti base, ben al di sotto dei livelli storici, che ha contribuito a ridurre in modo significativo il servizio del debito.

Tuttavia, il livello del disavanzo annunciato (dal 2,2% del prodotto interno lordo, PIL) non è particolarmente incoraggiante, mentre le previsioni di crescita (0,6 per cento) rimane molto bassa. Ma, dopo che il foro dell’aria osservato tra l’estate del 2018 e in estate 2019, e mentre il rallentamento economico generale in Europa, era difficile sperare in qualcosa di meglio per la Penisola.

Ilva, una cartella esplosivo

Infatti, oltre al problema di bilancio, si è nel campo delle attività industriali hanno spostato nelle ultime settimane. La cartella più urgenti ed esplosivo è quello dell’acciaieria Ilva di Taranto (Puglia), il più importante sito industriale di questo tipo in Europa.

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Fondata nel 1960 dallo Stato italiano, in un momento in cui l’ambiente non era ancora un problema centrale, il sito soffre di difetti di progettazione che minacciano la sua sopravvivenza a lungo termine. Con i suoi altiforni, situato a poche centinaia di metri dal centro della città, il gigante di fabbrica è stato identificato per anni come una vera e propria aberrazione in termini di salute pubblica : a Taranto, c’è un eccesso di mortalità del 10% e il 15 % nei bambini, e un tasso di cancro 54% in più rispetto alla media nazionale. Per questi motivi, la fabbrica è stata privatizzata nel 1990, è stata posta sotto amministrazione controllata per “reati ambientali”, nel 2012. Ma, nonostante questa terribile tributo in termini di salute, di Roma, fa di tutto per evitare la cessazione dell’attività : è che 10 000 posti di lavoro diretti sono in gioco. Basti dire che una chiusura del sito sarebbe fatale per la città di Taranto (200 000 abitanti), e, di là, di tutto il sud d’Italia.

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