In Italia, la difficile lotta di un sopravvissuto alla Shoah, per la tolleranza


Figura morale apolitica e inattaccabile, Liliana Segre, di anni 89, nominato senatore a vita nel 2018, non, tuttavia, unanime tra i suoi colleghi di destra e di estrema destra.

Da Jérôme Gautheret Pubblicato il 05 novembre 2019 per 03h12 – aggiornato il 05 novembre 2019 a 16h19

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LETTERA DA ROMA

Liliana Segre, alla fine di un intervento con i giovani studenti dell'Olocausto, in un teatro di Milano, nel gennaio del 2018.
Liliana Segre, alla fine di un intervento con i giovani studenti dell’Olocausto, in un teatro di Milano, nel gennaio del 2018. LUCA BRUNO / AP

Si tratta di una donna di 89 anni, ammirevole onestà e di dignità, che rappresenta, con il suo terribile destino, molto di più della sua semplice persona. Nato nel 1930 in una famiglia ebraica di Milano, Liliana Segre è stato vittima delle leggi razziali emanate nel 1938 da Mussolini. Nel dicembre del 1943, mentre stava cercando, con suo padre e i suoi due cugini, per sfuggire ai nazisti e a trovare rifugio in Svizzera, lei è stato arrestato dalla polizia del Ticino (cantone di lingua italiana della Confederazione), e poi spinto indietro in Italia e imprigionato. Il 30 gennaio 1944, lei era alla guida dalla stazione ferroviaria di Milano e si è a bordo di un treno per Auschwitz. Liliana Segre è uno dei 9 000 vittime italiane della Shoah. È uno dei pochi ad essere tornato vivo.

Nel 1990, dopo quarantacinque anni di silenzio, Liliana Segre ha cominciato a testimonianza di ciò che ha vissuto. Da allora, ha aumentato le visite alle scuole della regione di Milano, al fine di trasmettere continuamente il ricordo dell’orrore dei campi di concentramento, e questo coinvolgimento è instancabile nella memoria dell’Olocausto ha valso tutti gli importanti riconoscimenti e decorazioni disponibili per la Repubblica italiana.

Per onorare il suo corso e, attraverso di essa, la memoria di tutte le vittime italiane della Shoah, il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato senatore a vita, a partire 2018. Un distintivo d’onore – ci sono solo cinque senatori a vita – ma che non è, per tutti, un parlamentare come le altre : essa non è legata ad alcun partito, e comunque, anche in Italia, non è all’età di 88 anni, come si inizia una carriera politica.

Flutter e costernazione

Ancora, il 30 ottobre, Liliana Segre ha presentato una mozione a Palazzo Madama, nel pavimento del Senato. Il testo si focalizza sulla creazione di uno stato straordinario commissione per combattere l’intolleranza, l’antisemitismo e le chiamate all’odio. Dato il suo significato simbolico, e l’aura di Liliana Segre, tutti gli osservatori sono stati in attesa di un voto all’unanimità, per acclamazione. Las, il movimento è passato, certo, ma solo con 151 voti a favore, mentre il 98 senatori della destra, dalla Lega (di estrema destra) e Fratelli d’italia (estrema destra postfasciste), ma anche di Forza Italia (destra moderata) hanno optato per l’astensione.

Astenersi per un voto consensuale, indossato da una figura di una morale apolitica e inattaccabile come Liliana Segre ? La notizia, immediatamente causato un certo flutter nei banchi della maggioranza, mentre il senatore non stava cercando di nascondere la sua delusione. “Speravo che la lotta contro l’odio, il Senato sarebbe stato in grado di trovare una forma di armonia “, ha detto, al di fuori del voto, non senza amarezza. Nella confusione, molti elettori hanno cercato di difendere la loro posizione, mentre all’esterno della casa, altre figure della destra moderata, più o meno discretamente, hanno espresso il loro sgomento.

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