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La Conca  presa d'assalto dai drogati
Discarica a due passi dall'Università 
e dall'Arco Etrusco
Spettacolo di autentica indecenza. Gli operatori della Gesenu non si sono accorti di nulla?

di ARMANDO VIGNAROLI

PERUGIA - "Venite alla Conca e vedrete uno spettacolo di autentica indecenza", ci ha detto Nadia Bellezza, 64 anni, residente in via S.Elisabetta. "Da tempo - ha continuato la signora - sono costretta a non portare più a passeggio la mia nipotina nelle vie e piazzette di questa zona diventata luogo non più tranquillo e sicuro." Facendo un giretto in Via del Cardellino, Via del Pero, Via Eremita, Via S. Sebastiano e nell'attiguo parco di proprietà dell'università, abbiamo constatato che anche quest'angolo della città è stato invaso da balordi senza fissa dimora. 

E' impensabile che a due passi dall'Università per Stranieri e dall'Arco Etrusco ci siano vie e piazze trasformate in pattumiere, una discarica a cielo aperto, una casa diroccata ricettacolo di drogati ed intorno anticoncezionali e siringhe insanguinate. Ma che sta succedendo a Perugia? Possibile che tutti chiudano gli occhi di fronte all'evidente degrado? Perchè nessuno interviene? La casa della vergogna sembra sia stata venduta dall'ex proprietario del Bar Ferrari al giocatore dell'Inter, Marco Materazzi. 

E' circondata da sterpaglie, stracci sporchi, materassi indecenti, lattine, ferracci, legname e vecchi elettrodomestici. I vigili urbani, i carabinieri, gli addetti alla vigilanza, gli esponenti della circoscrizione, gli operatori della Gesenu non si sono accorti di nulla? Nessuno ha pensato di porre rimedio allo sconcio?  "Tutti i giorni i vigili urbani vengono in zona a fare contravvenzioni alle macchine in sosta e poi se ne vanno", ha raccontato Valentina Valentini, 57 anni, dipendente di una ditta che affitta camere e miniappartamenti a studenti proprio davanti alla casa fatiscente. 

"Dai piani superiori - ha continuato la signora - ne ho viste e continuo a vederne di tutti colori; drogati che urinano qua e la, che si bucano con indifferenza, che importunano le ragazze. Spacciatori che smerciano e litigano per questioni di droga e di soldi. I vigili di quartiere dovrebbero venire la sera e la notte." I residenti della Conca stanno perdendo la pazienza. Giacomo Iacovelli, 70 anni, proprietario dell'albergo S.Sebastiano ha detto: "Ho realizzato l'albergo in questa zona  perchè è nel cuore della città e pensavo fosse un luogo tranquillo e sicuro. 

Mi sono accorto invece che è abbandonato dai tutori dell'ordine e scarsamente illuminato. La microcrimi-nalità imperversa ed i clienti subiscono spesso furti e danni alle macchine. Ho cercato di curare al meglio tutt'intorno. Ho tagliato anche una siepe nella proprietà dell'università poichè, di notte, ci si nascondevano i balordi. Una volta ho chiamato i tutori dell'ordine e dalla casa diroccata hanno fatto uscire 8 persone. Ci vorrebbero più controlli". 

Don Agostino Graziani, 66 anni, rettore della chiesa S. Elisabetta ha commentato: "Ho subito furti ed effrazioni pur avendo fatto installare un sistema d'allarme su tutta la struttura. La Conca è diventata una zona franca. 
Quando trovo qualche drogato sdraiato in terra lo affido alla crocerossa. Ci vorrebbe più illuminazione e la strada dovrebbe essere sistemata ma tutti fanno orecchi da mercante".
 


Discarica a cielo aperto

Una delle auto contravvenzionate 
in prossimità dell'albergo

Giacomo Iacovelli 
(70 anni) proprietario 
dell'albergo S. Sebastiano

Don Agostino Graziani 
rettore della Chiesa 
S. Elisabetta
 
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by Consulting s.r.l. 2005