Redazione
Il giornale
SOS
Free Press Scrivici
|
Aiab, associazioni ambientaliste
e societa' civile hanno avviato la campagna
Per un Piano di Sviluppo
Rurale partecipato
Sarà attivo dal 2007 e governerà
il nostro territorio fino al 2013 |
Recentemente si sono riuniti per la prima
volta intorno ad un tavolo, anche se la prima bozza di documento circolava
già dai primi giorni di luglio per essere condivisa ed integrata.
Si tratta del primo nucleo di associazioni
di produttori, associazioni ambientaliste, partiti politici, ricercatori
universitari, associazioni dei consumatori e soggetti della società
civile che, sulla spinta propulsiva dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura
Biologica dell’Umbria, Aiab, sta ragionando su un processo di definizione
del nuovo Piano di Sviluppo Rurale che sia quanto più allargato
possibile.
Il Psr è il documento di pianificazione
grazie al quale la Regione può governare il territorio rurale per
i prossimi 7 anni, dal 2007 al 2013. I Psr sono una grande opportunità
per la crescita del sistema agricolo di qualità e in generale del
sistema rurale regionale e rappresentano il punto di partenza grazie al
quale è davvero possibile cambiare il modello di sviluppo di questa
regione. |
Il Marchio
dell'Associazione
|
Il Piano attuale, che scadrà nel
2006 è in esaurimento e proprio in questo autunno la Regione avvierà
i tavoli di lavoro, insieme alle associazioni di categoria, per definire
il nuovo documento.
Secondo Vincenzo Vizioli, neo eletto Presidente
regionale, da cui è partito questo processo di partecipazione, l’agricoltura
riguarda tutti i cittadini ed è tanto più importante un processo
allargato di ridefinizione delle misure che la riguardano, quanto più
è vero che, oggi soprattutto, la salute dei cittadini, la salvaguardia
dell’ambiente e la tutela del territorio passano dalle buone pratiche agricole,
dal rispetto della terra e dei cicli naturali che la governano.
Il documento analizza alcuni punti critici
del passato Piano e getta le basi del dialogo tra i vari soggetti che firmatari
e la Regione al fine di far recepire alcune istanze di fondamentale importanza
per l’agricoltura biologica e per la tutela dell’ambiente, con la convinzione
che la campagna è sana solo quando è accudita.
Da questo punto di vista è fondamentale
dare maggiore fiducia al mondo del biologico umbro, già fortemente
penalizzato dalla riforma della Politica Agricola Comunitaria, anche attraverso
le azioni previste dal Psr.
Associazione Italiana per
l'Agricoltura Biologica |
|