di C. EMANUELE PROIETTI
CITTÀ DELLA PIEVE - Immaginate di
ottenere raccolti senza aratura, niente fertilizzanti chimici né
diserbanti, riducendo al minimo attrezzature e tecniche.
Un’utopia? Pare di no, stando ai principi
dell’agricoltura naturale, evoluzione “spinta” del biologico, propugnata
dal fitopatologo giapponese Masanobu Fukuoka, classe 1913, che dopo aver
dedotto dalla propria esperienza quanto i tradizionali interventi umani
in agricoltura – come irrigazione, potatura e trattamenti chimici – alterino
la
fertilità dei suoli e l’equilibrio ecologico, ha ideato un procedimento,
peraltro semplicissimo e alla portata di tutti, in grado di generare ecosistemi
vegetali auto-sufficienti con le capacità di difendersi da sé
dalle malattie e incrementare di gran lunga la resa produttiva.
L’inconsueta metodica, dopo esser stata
collaudata con successo (in Grecia si sono rinverdite aree che parevano
ormai irrimediabilmente desertificate) è approdata sulle colline
umbre presso Città della Pieve, dove decine di volontari accorsi
da tutta Italia si sono dati appuntamento durante un recente week-end settembrino
per partecipare alla grande semina sperimentale indetta dall’azienda agricola
Acquasanta.
Qui gli infaticabili partecipanti hanno
creato a mano e con la betoniera palline di argilla contenenti un mix eterogeneo
di semi di ortaggi, cereali, alberi da frutto e piante da sovescio, spargendole
sulle terrazze fra gli ulivi e vicino ad un torrente. |
Preparazione delle palline
d'argilla
con semi all'interno
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