| di CLAUDIO ABIUSO*
«Il Referendum per
il dimezzamento delle Indennità dei Consiglieri regionali umbri
è sempre più nell’occhio del ciclone: da un lato il Consiglio
regionale, votando all’unanimità da Destra a Sinistra tutti d’accordo,
ha approvato una nuova Legge regionale la quale diminuendo la Indennità
dei Consiglieri dell’8% (dicevano Loro) avrebbe evitato il Referendum,
dall’altro gli Uffici si sono accorti che con la nuova Legge invece le
Indennità aumentavano dell’8%, con una nuova delibera del 5 Giugno
le hanno quindi riportate alla cifra iniziale, ma diminuzioni in
tutti i casi niente. Intanto il Decreto con il quale La Presidente Lorenzetti
ha convocato il voto referendario per l’11 Novembre prossimo non è
stato revocato ed anzi la Corte d’Appello ed i Tribunali di Perugia e Terni
stanno procedendo con gli Atti necessari al voto, ma su quale Legge? Il
Decreto firmato dalla Lorenzetti infatti riporta ancora la dicitura della
vecchia Legge regionale, la n°15/1972, ormai abrogata e sostituita
dalla nuova Legge regionale, la n°17/2007 (quella aumentata di 20 euro),
come si fa a votare una Legge che non c’è più? Il Comitato
Referendario ha quindi diffidato la Presidente Lorenzetti affinché
modifichi il Decreto, indicandovi la nuova Legge, così da permettere
un voto utile e coerente. Ecco però che il G.I.P. di Perugia
Paolo Micheli con Decreto del 16 Maggio viene in aiuto della Lorenzetti
(involontariamente?) egli infatti, nell’archiviare l’esposto a mia firma
per Omissione in atti d’ufficio proprio contro la Presidente Lorenzetti,
afferma: “un Ente che riceve una sollecitazione da parte di soggetti interessati
è tenuto a compiere un atto, ma non certo nel senso auspicato dagli
interessati … o si decide in un senso o nell’altro, o si da contezza delle
ragioni del ritardo, non certo di aver deciso in termini diversi”. Il Decreto
del dott. Micheli più che sconcertante è sconvolgente: egli
non solo afferma che un Amministrazione democraticamente eletta dai cittadini
può decidere diversamente dalle richieste e dalle attese dei cittadini
stessi (discrezionalità amministrativa) ma soprattutto che “non
deve dare contezza delle ragioni …dell’aver deciso in termini diversi”;
ovverosia l’Amministrazione può fare quello che vuole e senza
spiegare niente a nessuno! Bontà Sua il G.I.P. Micheli ammette:
“Su un piano formale, ha ragione il dott. Abiuso nel lamentare che in occasione
della conferenza stampa del 19 Aprile 2006 egli non aveva ancora avuto
comunicazione dell’ulteriore rinvio ma è di solare evidenza che
ne conoscesse i motivi, perché imposti da una Legge a Lui ben nota”.
Ringrazio il dott. Micheli per la Sua fiducia nella mia ben nota cultura
giuridica, ma credevo che la Legge sulla Trasparenza (anche quella
a me ben nota) fosse uguale per tutti e che l’essere io una persona colta
non diminuiva per questo i miei diritti formali e soprattutto quelli del
Comitato Referendario e dei cittadini sottoscrittori che rappresento, ad
essere informati (nei tempi di legge) sulla procedura amministrativa che
ci riguarda e la cui interpretazione regionale non ci convince affatto.
Ben diverso è stato
invece il comportamento del G.I.P di Firenze dott. Antonio Banci il quale
con Atto del 15 Maggio ha fissato per il 20 Settembre prossimo l’Udienza
camerale (negata per la Lorenzetti dal dott. Micheli) a carico di Sergio
Matteini Chiari e di Emanuele Salvatore Medoro, entrambi Presidenti della
Corte d’Appello di Perugia, il primo della sez. civile ed il secondo della
sez. penale, entrambi per gli stessi reati per la quale era indagata proprio
la Lorenzetti: Omissioni e/o ritardi negli atti dovuti per lo svolgimento
del Referendum Indennità».
*Portavoce del
Comitato Referendario
Umbro
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