| di LUCA MENCARELLI
PERUGIA - L’accordo del novembre
2004 tra l’ex ministro alle infrastutture Lunardi e la presidente della
Giunta Regionale Umbra Maria Rita Lorenzetti sanciva la realizzazione
di grandi infrastrutture stradali in Umbria.
Ad oggi due progetti in particolare
fanno discutere: la trasformazione in autostrada della strada statale
Civitavecchia-Ravenna e la costruzione del nodo di Perugia, una bretella
di collegamento di 23 km di cui 7 km autostradali tra Collestrada
e Corciano di raccordo tra la E 45 e la Perugia-Bettolle. L’operazione
se da un lato sposta parte dei flussi di auto verso la zona
sud della città alleggerendo il traffico sull’area di P.te San Giovanni
- Collestrada, dall’altra implica un grosso impatto sul territorio così
come l’autostrada che aumenta l’inquina-mento ambientale ed acustico, oltre
a comportare un pedaggio per gli utenti. L’avv. Urbano Barelli pres. della
sezione Umbria di Italia Nostra parla di un opera faraonica dal costo di
circa 11.000.000 di euro e di un tempo di realizzazione di 15-20 anni in
cui si utilizzerà poco e male la E 45 ora in condizioni di scarsa
sicurezza. ”La nostra regione - sottolinea Barelli - dispone già
di una rete viaria sufficiente, occorre con le poche risorse che ci sono
dotare la E 45 delle necessarie corsie di emergenza e fare una adeguata
manutenzione”. Nel progetto i caselli autostradali sono posti ad
una distanza di 15-20 km tra loro con un pedaggio diretto “alla francese”
ancora non stabilito esattamente.
“La possibilità paventata
da alcuni - conclude Barelli - di esentare residenti e traffico locale
dal pedaggio non è verosimile in quanto contraria al principio comunitario
della libera circolazione delle persone. La preoccupazione degli abitanti
di Ponte S. Giovanni è condivisa da Giannermete Romani del
comitato sicurezza del territorio che parla di periferie invivibili, strozzate
dalla pressione delle auto. “Il nodo e la nuova autostrada - afferma Romani
- comporteranno una successiva urbanizzazione industriale ed abitativa,
quindi questi progetti non risolveranno i problemi, ma li aumenteranno.
“Occorrono - conclude Romani - interventi mirati a ridurre il flusso
in entrata e in uscita dalla città che è superiore al traffico
di attraversamento dell’area. Peraltro è recente la notizia
che la trasformazione della E 45 in autostrada non è tra le priorità
del neo ministro alle infrastrutture Di Pietro. Ci auguriamo almeno che
si trovino i fondi per l'urgente messa in sicurezza della E 45.
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CONTRO
"Rispondere al complesso
contesto economico attuale con ricette antiquate come il trasporto su gomma
avrebbe effetti dannosi per l’economia e per il territorio umbro.
Occorre investire
sulla viabilità alternativa come le ferrovie e l’aeroporto di sant’Egidio.
Secondo il ministero dell infrastrutture l’85% del traffico automobilistico
e commerciale che attraversa l’Umbria si muove nella nostra regione e in
quelle limitrofe contro un 2,29% in Veneto e un 1,12% verso l’est.
Questo evidenzia l’inutilità
di una mera arteria di attraversamento.
Sul piano economico la messa
in sicurezza della E 45 costerebbe allo stato circa 5.500.000 Euro cioè
la metà della spesa necessaria per l’autostrada Civitavecchia-Ravenna
di cui un appena 20% sarebbe finanziato dal gruppo industriale Caltagirone
- Bonsignore".
Oliviero Dottorini
capogruppo dei verdi
civici alla regione Umbria.
A FAVORE
“Riteniamo il nodo di Perugia
un opera fondamentale. La variante sud da Collestrada a madonna del piano
alleggerirebbe il carico di auto su Ponte San Giovanni e sulle
gallerie del tratto Perugia – Bettole, mentre il tratto da Madonna del
Piano a Corciano taglierebbe fuori dalla città parte dei flussi
di automobili provenienti dall’autostrada del sole diretti verso la Terni-Roma
e viceversa. Per quanto concerne la E45 occorre lavorare per un suo adeguamento
strutturale che ne migliori funzionalità e sicurezza e al contempo
introdurre un pedaggio necessario non solo alla manutenzione ma al fine
di evitare di avere in l’unica strada gratuita che collega nord e
sud del paese con il rischio di trasferire in Umbria flussi
sempre maggiori di traffico pesante con grave pregiudizio ambientale del
nostro territorio".
Giovanni Moriconi
assessore alle infrastrutture
alla provincia di perugia. |