| di ARMANDO VIGNAROLI
La ristrutturazione del mercato
coperto sta suscitando polemiche, commenti e illazioni a non finire.
Si parla di lavori affidati
ai soliti noti, di Perugia blindata e in mano a poche persone, di progetti
faraonici e di scavi rischiosi, di incompatibilità geologica e scarsa
sicurezza statica per un'acropoli già martoriata dal minimetrò.
Secondo il geologo Ubaldo Scavizzi, "la possibilità di instabilità
indotta dai lavori è quanto meno inquietante, sia per le opere storiche
che per i lavoratori coinvolti nei cantieri".
"I depositi fluvio-deltizi
- ha aggiunto il geologo eugubino - presentano alternanze granulometriche
non chiaramente definibili con sondaggi puntiformi, con tutte le incertezze
che ciò comporta. Il modello idrogeologico risulta estremamente
complesso; esiste infatti la possibilità connessa con la natura
lenticolare dei depositi fluviali, del rinvenimento di falde acquifere,
sospese, occasionali o addirittura in pressione con tutte le implicazioni
geotecniche che ciò comporta. Si pongono quindi pesanti interrogativi
sull'opportunità di procedere alla realizzazione del progetto, almeno
così com'è."
Comunque, la variante al
Piano Regolatore è stata approvata. Ora il comune dovrebbe indire
una gara d'appalto con il criterio dell'offerta più vantaggiosa.
La cordata dell'ingegnere
Massimo Calzoni probabilmente è già sicura di ottenere la
concessione dei lavori e la gestione della struttura (60 anni) visto che
tra le parti sono già state definite le modalità di retrocessione
degli importi sui maggiori ricavi degli affitti. Un business da capogiro.
La spesa prevista è di 46 milioni di euro (90 miliardi di lire)
ma gli incassi si annunciano stratosferici. Come mai il piano economico
e finanziario è stato secretato? "Per motivi di riservatezza
e di consolidata giurisprudenza", ha segnalato il comune ma, secondo l'avvocato
Giuseppe Caforio, " L'orientamento in giurisprudenza va in senso
opposto e punta alla pubblicizzazione di tutti gli atti. La scelta del
Comune è una scelta
minoritaria tesa a tutelare il proponente mentre sacrifica l'interesse
pubblico. Si parla di un'opera importante e la proposta dovrà comunque
essere oggetto di bando visto che, per il project financing, la Legge prevede
l'obbligo della gara. Se non parteciperanno altri candidati, il comune
dovrà porsi l'interrogativo di aver fatto delle scelte sbagliate;
scelte contro la libera concorrenza.
Una gara così importante
dovrebbe interessare diverse aziende. Se così non fosse, il comune
farebbe bene a riesaminare l'iter seguito". Una valutazione che, senza
dubbio, lascia meditare.
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Il MERCATO: La struttura
attuale
Avv. Giuseppe Caforio
Il geologo Ubaldo
Scavizzi |