| A Perugia, terminati
i fondi del terremoto, oltre alla nuova bretella per il Silvestrini necessaria
per l’accesso al nuovo polo ospedaliero ma sicuramente da realizzare con
un po’ più di trasparenza verso i cittadini espropriati sul luogo,
e per l’aeroporto di Sant'Egidio (era ora), il “sistema” si è inventato
prima la trasformazione della E45 in Autostrada a pedaggio obbligatorio
(pur con una spesa prevista di 18.000 miliardi di vecchie lire) invece
di migliorare gli accessi alla città ogni giorno più ingorgati,
quindi il Minimetro e lungo il suo percorso le grandi speculazioni: il
nuovo stadio a Pian di Massiano, su cui è caduto Gaucci, l’abbattimento
del Policlinico Monteluce per fare spazio ad una nuova speculazione
di 600.000 mc, la “Nuvola Rosa” in via Pellini (anch’essa a rischio frana)
ed infine in pieno Centro Storico i 62.430 mc del Pincetto: il nuovo Mercato
Coperto.
Un’enorme colata di cemento,
una nuova Ipercoop da inserire nel cuore della città, in un’area
tra le più sensibili e vincolate: Vincolo paesaggistico-ambientale,
Bellezza panoramica, Complesso storico caratteristico, Area di interesse
archeologico dall’Età del ferro, agli etruschi, ai romani, fino
al medioevo. Il progetto inoltre non è compatibile con il Piano
Regolatore Strutturale e quindi con il P.T.C.P. della Provincia, in quanto
l’area di Piazza della Rupe è classificata tra le aree pubbliche
pedonali nelle quali non è consentita alcuna edificazione (art.
86 TUNA), il Parco del Pincetto è classificato fra le aree a verde
pubblico nelle quali non è consentito alcun incremento volumetrico,
ne è possibile realizzarvi i previsti parcheggi sotterranei.
Inoltre l’intervento è
in contrasto con l’Accordo di programma con Regione e Ministero dei Lavori
Pubblici del 1998, ove è prevista la riqualificazione degli Arconi,
del Pincetto e di Piazza della Rupe, senza nuove edificazioni. Come
risolvere tutto questo? Semplice: modificando il P.R.G., il P.T.C.P., il
T.U.N.A. e l’Accordo di programma, tutto piegando agli interessi delle
Lobby al potere nella nostra sfortunata città.
Vi sono inoltre grandi problemi
geologici e di sicurezza statica: in realtà la struttura del Pincetto
è molto simile a quella della frana di San Francesco al Prato, su
cui la Procura di Perugia ha recentemente richiesto i rinvii a giudizio
per “disastro colposo” di 5 tra geologi comunali e direttori dei lavori.
L’area è in frana fin dal milletrecento e venne consolidata dalle
ben note Briglie di Braccio, le indagini eseguite indicano “presenza di
ingenti spessori di materiali poco addensati, instabilità dinamica
per moti franosi” e affermano: “Al momento non è stata analizzata
la stabilità globale nelle condizioni transitorie di costruzione”.
L’Amministrazione ha cosi
deciso “di garantire la stabilità con una paratia tirantata alta
30 metri (appesa cioè, con 6 ordini di tiranti ancorati sull’unico
terreno solido: sotto Corso Vannucci) e un monitoraggio continuo della
paratia per tutta la durata dei lavori”.
Resta inteso che nel caso
il monitoraggio dovesse indicare cedimenti della Paratia, basterà
sgomberare (si spera rapidamente) il Palazzo del Capitano del Popolo, ovverosia
l’attuale Tribunale, sperando che i tiranti non si portino appresso anche
tutto Corso Vannucci.
Tutto sommato, forse sarebbe
l’occasione giusta per rinnovare l’intero Corpo Giudiziario perugino. |