| di ARMANDO VIGNAROLI
Come il minimetrò
e forse di più, la ristrutturazione del Mercato Coperto sta destando
serie preoccupazioni agli amministratori locali. Non avevamo mai visto
tanta gente aderire, ad un convegno di protesta come quello organizzato
al Teatro Pavone di Perugia dagli esponenti di Italia Nostra. Evidentemente
tanti cittadini si stanno preoccupando per le sorti di una tra le più
belle aree della città. Il Mercato Coperto, come hanno significato
al Sindaco Locchi i sottoscrittori di una petizione, “rappresenta un simbolo
per la collettività e ad esso siamo legati per motivi storici, culturali
ed affettivi, oltrechè per la qualità dei prodotti legati
al territorio e ai mestieri tradizionali”. Nel corso del convegno hanno
preso la parola, oltre ai massimi esponenti di Italia Nostra, anche docenti
universitari, avvocati, rappresentanti di associazioni e diversi residenti.
Tutti, ma proprio tutti, hanno condannato lo scempio annunciato dai soliti
costruttori. Molto applaudito Pier Luigi Cervellati, docente a Venezia
di recupero e riqualificazione urbana che, fra l’altro, ha detto “l’architettura
contemporanea non può convivere con l’architettura del passato.
Le periferie sono squallide, inabitabili ed è assurdo trasferire
la periferia in città. Assurdo è anche il progettare minimetrò
e contemporaneamente piani e piani di parcheggi”. Forse i signori della
Nova Oberdan non hanno visto le foto di come era una volta il Pincetto.
No, non era una discarica. Per Cesare Brandi era “ una costa alberata,
assai ripida e assai amena, un’oasi minuscola in una città tutta
di pietra e di mattoni”. Noi lo ricordiamo come una delle pochissime zone
verdi della città. A proposito, i Verdi che fine hanno fatto? A
palazzo dei Priori è da tempo che non si vedono. Oliviero Dottorini,
consigliere regionale, Giovanna Fiorelli, commissaria di turno, perché
non fanno sentire la loro voce prima che il Pincetto venga trasformato
definitivamente dal cemento in ecomostro? |
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