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BULLISMO - Mancanza di empatia, sfiducia, scarsa autostima alle radici del fenomeno
Intelligenza emotiva per smontare il bullismo
E' fondamentale offrire al bambino in crescita gli strumenti per riconoscere, comprendere e rielaborare i propri stati d'animo
 
di C. EMANUELE PROIETTI

IL BULLISMO fra i giovani ha, negli ultimi tempi, messo in crisi e in allarme il mondo scolastico italiano, tanto che sono state intraprese campagne nazionali - con tanto di Osservatori permanenti sul territorio ed un numero verde telefonico - per la comprensione e lo sradicamento di un fenomeno dilagante e multiforme, vista la molteplicità dei mezzi attraverso cui il “branco” può esercitare prepotenze sulla vittima designata (a livello fisico, verbale, ma soprattutto psicologico).
Un approccio interessante al problema arriva da quegli operatori in campo educativo che si stanno adoperando energicamente affinché l’istituto scolastico, di ogni ordine e grado, riconosca l’importanza e il valore del precoce sviluppo dell’intelligenza emotiva, ovvero quella naturale capacità dell’essere umano di riconoscere le proprie emozioni, e saperle quindi gestire elaborandole, al fine di coltivare tutte quelle qualità da cui nasce una vita di relazione costruttiva.
Abbiamo raccolto il parere di Carmela Lo Presti, che ha promosso con successo in numerose realtà scolastiche umbre progetti-pilota e percorsi per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, rivolti ai piccoli ma anche a formare i loro insegnanti su questo tema. “Il primo passo fondamentale – afferma – è l’alfabetizzazione emotiva effettuata in tenera età, ma poi tale abilità va allenata e sviluppata con costanza anche negli anni a venire attraverso percorsi esperienziali che attraversino orizzontalmente tutto il curriculum formativo del bambino, dal nido alle scuole medie superiori”.
La mancanza di empatia nell’individuo, ovvero l’insensibilità nei confronti delle emozioni provate dagli altri, si configura come un fattore predisponente agli atteggiamenti bulleschi, senza dimenticare però che spesso dietro di essi c’è “insicurezza, mancanza di autostima, di fiducia negli altri e nella vita in genere, un profondo senso di solitudine”.  Una serie di attitudini che spesso il giovane “eredita” come input dal proprio contesto familiare e relazionale, spesso portatore di modelli comportamentali non proprio “sani”, da ciò deriva l’importanza di un intervento educativo precoce lavorando a 360 gradi sulla conoscenza e la consapevolezza di sé.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 


 


BULLISMO: un fenomeno 
preoccupante


CARMELA LO PRESTI: 
pioniera in Umbria per 
lo sviluppo dell'intelligenza 
emotiva

ASILO NIDO: bambini 
durante l'alfabetizzazione 
emotiva

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