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FERROVIA - Si torna a parlare della variante Orte - Falconara e del collegamento con S. Egidio
Il treno dei desideri
Il progetto era stato discusso al Senato. Accolte le osservazioni del senatore Paolo Brutti. La variante fu accantonata nel 2004 dai politici locali. Irrisolti i problemi dei collegamenti.
 
di ARMANDO VIGNAROLI

PERUGIA - Il problema delle infrastrutture si fa sempre più pressante; la rete stradale è in pessime condizioni, le linee ferroviarie sono storicamente insufficienti e Perugia continua ad essere penalizzata dal punto di vista dei trasporti. Fallito il progetto per il raddoppio  della linea Foligno-Fabriano, giudicato faraonico e bloccato dal ministro Di Pietro, si torna a parlare della Orte-Falconara che prevede, fra l’altro, il collegamento ferroviario con l‘Aeroporto di S. Egidio. La variante è stata ideata tre anni fa dal colonnello Alessio Trecchiodi, 59 anni, residente a Ospedalicchio di Bastia Umbra. “La mia proposta - ha raccontato - entusiasmò il Senatore Paolo Brutti che la presentò alla  Commissione Permanente dei Lavori Pubblici e, in data 15.12.04, venne accolta al Senato della Repubblica. Qualche mese dopo fu accantonata perché i politici locali optarono per un’altra ipotesi già in campo. Caldeggiarono il raddoppio della Foligno-Nocera-Fossato di Vico-Fabriano soprattutto per timore di perdere il finanziamento previsto per la progettazione (circa 100 miliardi delle vecchie lire), elargito dal C.I.P.E. pochi giorni prima del cambio di governo ma quando è arrivato Di Pietro ha stoppato i lavori. Così, Perugia, ha perduto capra e cavoli; la Foligno-Fabriano non si è fatta, la mia proposta è rimasta al palo e l’aeroporto non ha avuto la ferrovia”. Alessio Trecchiodi non ha mai guidato il treno, non ha mai fatto il  capostazione e non ha mai lavorato in ferrovia. E’ un militare in pensione, ha pilotato aviogetti; MB 339, MB326, G 91T, ha la passione innata per i sistemi di trasporto in genere. E’ uno che persevera nelle sue convinzioni. Non a caso ha riaperto in questi giorni il dibattito sulla carenza dei collegamenti ferroviari in Umbria ed ha riproposto la variante Orte - Falconara per attivare un’altra direttrice; la Adriatico -Tirreno (in senso opposto) in modo che la nostra regione verrebbe a porsi al centro di due dorsali ferroviarie. “In prossimità di Fossato di Vico - ha precisato l’ex pilota - la tratta dovrebbe distaccarsi dal percorso storico per proseguire parallelamente alla costruenda superstrada Ancona - Perugia e intercettare la linea ferroviaria Terontola - Foligno nei pressi dell’aeroporto di S. Egidio. Da qui, tramite un semplice bivio, i treni dovrebbero proseguire verso Roma o verso Firenze utilizzando la ferrovia esistente.” “Questa variante - ha continuato - coinvolge nelle tratte Ancona-Roma e Ancona-Firenze il territorio più popolato della nostra regione, formato dai comprensori di Gubbio, Perugia, Assisi, Bastia per circa 260.000 abitanti che potrebbero arrivare a più di 350.000 se si considerano i residenti per turismo, per studio e per lavoro. Se venisse realizzata la variante, molti sarebbero i benefici: l’aeroporto sarebbe collegato con la capitale, i treni sarebbero funzionali ai voli, altre località entrerebbero nel giro ferroviario e tutto gioverebbe all‘economia dell’Umbria”. 
 



Stazione di fontivegge


Variante ferroviaria Fabriano - Perugia 
Aereoporeto

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