| di CLAUDIO ABIUSO*
«DA ORMAI 3 anni, esattamente
dal Settembre 2004, in Umbria siamo in attesa di votare un Referendum sul
dimezzamento degli stipendi dei Consiglieri regionali umbri, attuali 27.000,00
euro mensili lordi, allo scopo di ottenere un risparmio ipotizzato in circa
10 milioni di euro annuali da devolvere ai servizi sociali per i più
bisognosi.
Gia nell’Ottobre 2004 il
quesito è stato riconosciuto ammissibile e le 13.800 firme raccolte
sono state riconosciute correttamente autenticate e certificate con Delibera
dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Nel Gennaio successivo
è stata fissata la data del Voto Referendario al 5 Giugno 2005,
ma con Decreto della Presidente Lorenzetti è stato sospeso e spostato
all’11 Giugno 2006; anche questa data è stata poi spostata, fissandone
una nuova al 10 Giugno 2007. Sembrava la data giusta, ma ancora una volta
la Presidente Lorenzetti all’ultimo momento (il Presidente della Corte
d’Appello aveva gia iniziato la nomina dei Presidenti dei Seggi elettorali)
l’ha nuovamente spostata, questa volta all’11 Novembre 2007.
Tutti comprendiamo come
dispiaccia alla Presidente Maria Rita Lorenzetti subire il dimezzamento
dello stipendio proprio, dei suoi assessori e consiglieri e che voglia
guadagnare tempo per intascare qualche decina di migliaia di euro in più,
ma martedì 8 Maggio in Consiglio regionale hanno fatto di peggio:
con il voto favorevole di tutti i gruppi politici regionali è stata
votata una nuova Legge regionale che aggancia gli stipendi dei Consiglieri
a quelli dei Magistrati di Cassazione; i Megastipendi restano in realtà
uguali ma la Legge da sottoporre al Referendum cambia e quindi (secondo
LORO) le 13.800 firme per il Referendum dovrebbero essere nuovamente raccolte
sulla nuova Legge. Una legge-truffa di Democristiana memoria evidentemente:
prima rinviano strumentalmente il Referendum per 3 anni, per intascare
più soldi (nostri) possibili, poi messi alle strette rigirano la
Legge per rigirare noi ed impedire ai cittadini umbri di esprimersi democraticamente
su ciò che li interessa. La cosa più vergognosa di tutte?
Il Consiglio regionale umbro ha delegato SE STESSO a decidere se la nuova
legge-truffa soddisfa (Sic!) la richiesta referendaria rendendo così
nullo il Referendum stesso.
Per farsi un opinione basta
leggere l’art. 323 del Codice Penale: “il Pubblico Ufficiale che nell’esercizio
delle sue funzioni … omettendo di astenersi in presenza di un interesse
proprio … intenzionalmente procura a se o ad altri un ingiusto vantaggio
patrimoniale … è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni”. Che
i Consiglieri regionali (Tutti) hanno un interesse proprio a non dimezzarsi
lo stipendio lo capirebbe anche un bambino, che il fatto sia intenzionale
è evidentissimo dall’evoluzione in 3 anni dei fatti sopra descritti,
che LORO ricevono cosi un ingiusto vantaggio patrimoniale appare ancora
più evidente dall’ingiustizia che subiscono i 13.800 cittadini elettori
che hanno firmato il Referendum senza poterlo votare e dal vantaggio patrimoniale
ai consiglieri stessi dei 27.000,00 euro lordi mensili garantiti dal Referendum
impedito, a svantaggio dei Bisognosi dei Servizi sociali ai quali sarebbero
dovuti andare quei soldi risparmiati.
Vedremo tutto il Consiglio
regionale dell’Umbria in prigione? No ovviamente!! L’ultima Legge del nuovo
Federalismo che avanza ha garantito l’Immunità Parlamentare anche
ai Consiglieri regionali.
Raccoglieremo nuove firme?
Ricorreremo alla Corte Costituzionale? Presenteremo alle prossime elezioni
regionali una Lista Civica di Onesti per mandar a casa una manica di Lesto
Fanti? O di Fanti Lesti?”
Aspettiamo un vostro
suggerimento all’e-mail:
claudioabiuso@virgilio.it»
*Portavoce del Comitato
Referendario Umbro
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