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INCHIESTA - Come cambiano le abitudini dei perugini nella spesa alimentare
"Strappare la lira" per non rinunciare alla qualità!
di FABIO RICCI

Secondo i dati Istat rincarano i prodotti alimentari e le bevande analcoliche (+ 0,2%) su base mensile (dicembre 2006), precisando che l’incremento tendenziale, è stato pari al + 2,7%. Pina, cordiale signora perugina,  afferma: “Sono attenta, nei miei acquisti, sia a qualità, che a risparmio e per questo rincorro le offerte promozionali che più mi interessano, andando sia al GIO’, che al PAM, almeno un paio di volte alla settimana. Carne e salumi sono gli articoli più rincarati.” 
In considerazione che il tasso medio di inflazione del 2006 si era attestato al 2,1% e che l’inflazione programmata dal governo (nel D.p.e.f.) era al 2%, spicca subito una preoccupante tendenza rialzista dei prezzi, per le famiglie italiane. Allineata alla precedente posizione, vi è anche quella di Anna Onesti, incontrata alla STANDA, che dichiara: “Sono passata da un costo per gli alimenti di Lire 100.000 - 120.000 (pari a circa €. 52,00/62,00) alla settimana, del 2001, a quello odierno, di più di €. 120,00, con conseguente, forzato, restringimento, delle mie abitudini alimentari. Per mantenere comunque alta, la qualità, vengo qui, o vado in altri grandi supermercati,  tipo COOP o IPERCOOP, dove trovo sempre promozioni commerciali, unite ad una generale maggior offerta di prodotti. In questo modo riesco a risparmiare anche sugli articoli economicamente più incidenti, quali frutta e verdura”. Giorgio Manferini, ex gestore di uno dei negozi alimentari del Consorzio Agrario Pro-vinciale di Perugia, dice invece: “Ci sono differenze piuttosto sostenute, tra i negozi di tipo tradizionale ed i supermercati. Io, nonostante, guardi alla ‘Qualità del prodotto’, quando acquisto, prediligo FAMILA ed EUROSPIN, dove ho l’abitudine di recarmi, quotidianamente, per carne ed affettati, farina e zucchero, equivalenti alla concorrenza per qualità, ma decisamente, più vantaggiosi nel prezzo. Ci vogliono, per il nostro fabbisogno familiare di 6 persone, circa  €. 15,00 al dì”. Spostando l’inchiesta, in una diversa tipologia di esercizio commerciale, fuori dal LIDL, Chiara di Orvieto, studentessa universitaria di Lettere e Filosofia, dice: “Per i miei acquisti alimentari, vado esclusivamente presso discounts e supermercati. ‘Connubio tra risparmio e qualità’, è il mio motto quando compro! Discounts, indubbiamente, di gran lunga, più convenienti sui negozi di tipo tradizionale”. Anche Liliana si reca presso discounts, settimanalmente, mentre al bisogno, acquista pane e formaggi, presso il negozio sotto casa, di tipo tradizionale: “Oggigiorno, con l’introduzione dell’euro, quando sono alla cassa, sono sempre, letteralmente angosciata, di non avere sufficiente denaro, per pagare ciò che compro in alimenti! Giuliano, acquirente LIDL, dice: “Vado in discounts, dove trovo articoli anche di medio/alta qualità, che mi soddisfano e mi fanno ri-sparmiare. Per completare la mia spesa vado anche al Todis, mentre il GIO’, lo scelgo per acquisti di iperqualità e non di risparmio. Paola, simpatica signora romana, sottolinea: “Approfittare dell’esubero di produzione, senza andare su prodotti scaduti e/o scadenti, è il diktat per risparmiare. Il problema più grave riguarda le molte persone anziane, costrette a: ‘Strappare la lira!’, condizionate come sono, a fare la spesa, nella bottega più vicina alla propria casa, bisognose di quantità minime, spesso dotate di pensioni troppo modeste. ‘Faccio il giro delle sette chiese’, nella ricerca, della maggior qualità, al minor prezzo. Costituisco un minimo di dispensa, acquistando ad esempio, ‘I polletti buoni’, alla facoltà di Agraria, dove lavoro, o in altri siti”. 
In conclusione, l’imperativo del “consumatore accorto” sembra essere quello di  rivolgere la massima attenzione alle migliori offerte promozionali, l’unico in grado di far salva la qualità dei vari prodotti…‘pur al prezzo’, di molteplici spostamenti tra un discount ed un altro…‘passando al setaccio’, ogni interessante proposta commerciale.
 

 


STANDA: banco alimentare


Giorgio Manferini
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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