| di ARMANDO VIGNAROLI
Dopo anni di sterili polemiche,
gli operatori del Mercato Coperto hanno deciso di darsi una mossa.
Era ora! Spalleggiati dalle
associazioni per la tutela (si fa per dire) del centro storico hanno raccolto
una miriade di firme ed hanno presentato una petizione in Municipio per
tentare di bloccare il faraonico progetto della Nova Oberdan e rispolverare
quello che era stato fatto nel 2001 dal prof., architetto Iginio Rossi.
Bene, benissimo ma non sarà
troppo tardi? Il Comune farà marcia indietro?
La spesa per la ristrutturazione
prevista dall'ar-chitetto di Milano era di circa quattordici milioni di
euro mentre quella della Nova Oberdan è quattro volte tanto.
Iginio Rossi intendeva riaprire
il Mercato Coperto alla città mentre la Nova Oberdan e la Giunta
Comunale intenderebbero dargli un mega-centro-commerciale. Inconciliabile,
a nostro avviso, la differenza di vedute e il "sogno" degli operatori storici
finirà probabilmente dove, spesso, finiscono le petizioni dei cittadini,
cioè nei cassetti del grande dimenticatoio comunale.
Ma perchè non hanno
dato ascolto a Marcello Teti che, in occasione di una riunione disse: "Signori,
smettete di fare i grilli parlanti, organizzate una raccolta di firme e
indite un referendum".
Chissà come mai hanno
preferito utilizzare quelle firme per fare una insignificante supplica,
anzichè utilizzarle per legalizzare un atto che consentisse ai cittadini
di pronunciarsi in merito all'approvazione, o meno, di quanto già
deciso dall'alto?
Forse è servito
a dare il fumo negli occhi a chi voleva che lottassero per avere un Mercato
Coperto dove poter acquistare non soltanto prodotti in scatola ma anche
pesce fresco dal pescivendolo, insalata e verdura dall'ortolano, carne
al taglio dal macellaio, ecc. ecc.. Forse hanno preferito così per
non disturbare eccessivamente i signori del "palazzo".
Probabilmente hanno voluto
mettersi l'anima in pace anche per poter dire: "Abbiamo fatto del nostro
meglio". E' così che negli scranni del Comune, della Provincia e
della Regione continueranno a fare e disfare ciò che vogliono senza
tenere conto del parere dei cittadini».
|
|