| di ANTONIO PIERETTI
In riferimento all’articolo “Pieretti ricevuto dal papa”, apparso nel
numero 2 del 17 febbraio - 16 marzo 2007 di “Perugia Free Press”, a firma
del suo Direttore, Dott. Maurizio Vignaroli, l’ho trovato gravemente lesivo
della mia personalità di studioso e di Docente universitario. Al
di là di valutazioni personali tanto astruse quanto gratuite, contiene
infatti anche molte e infamanti falsità.
Innanzitutto, nel periodo in cui vi ho ricoperto la carica di Preside
(1976-2000), la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università
di Perugia ha visto un notevole sviluppo, sia per l’incremento della quantità
e della qualità degli insegnamenti, sia per la crescita delle iscrizioni.
Per la prima volta, infatti, anche in seguito all’istituzione del Corso
di Laurea in Scienze della Comunicazione, i corsi sono stati frequentati
da oltre 6000 studenti l’anno. Analoga situazione si è riscontrata
per il Corso di Laurea in Filosofia, che ha raggiunto la ragguardevole
media annuale di 102 iscritti.In merito alla mia competenza, all’autore
dell’articolo sfugge che sono Professore Ordinario dal 1975 proprio per
la disciplina che gli sta a cuore, cioè per la Filosofia del Linguaggio.
Visto che ricopro questo ruolo in qualità di vincitore di un concorso
a livello nazionale, ritengo di averlo meritato esclusivamente per ragioni
scientifiche. Del resto, se l’interessato vuole rendersene conto, può
consultare gli atti del concorso, che sono documenti pubblici. Ho pertanto
insegnato detta disciplina sia prima sia dopo il 1975, avendone i pieni
requisiti, fino a che non è subentrato il Prof. Baldini, che io
stesso ho portato in cattedra e ho fatto richiamare a Perugia, dopo che
aveva trascorso alcuni anni a Lecce.
Relativamente al trasferimento del Prof. Baldini a Roma, devo precisare
che, come prescrive la normativa vigente, non può essere imputato
alla mia volontà, ma piuttosto ad una sua precisa decisione. A riprova
di quanto detto, vale la considerazione che, nel momento in cui si è
trasferito, il Prof. Baldini ricopriva l’incarico di Presidente del Consiglio
di Corso di Laurea. Inoltre, è andato ad occupare la cattedra di
Storia della Medicina alla Sapienza di Roma (e non già quella di
Filosofia del Linguaggio alla LUISS, dove si sarebbe trasferito successivamente).
Per quel che concerne le mie pubblicazioni, voglio ricordare al Dott.
Vignaroli che, fino al 1985 avevo scritto, oltre a 136 articoli e traduzioni
dal greco, dal latino, dal francese e dall’inglese, le seguenti opere:
1. Analisi linguistica e metafisica, Milano 1968. 2. L’argomentazione del
discorso filosofico. Analisi critica del pensiero di Chaim Perelman, L’Aquila
1970. 3. I quadri socio-culturali della “Retorica” di Aristotele, Roma
1972. 4. Dalla critica del positivismo ad oggi, vol. VI della Storia del
pensiero occidentale, Milano 1975. 5. Le forme dell’umanesimo contemporaneo,
Roma 1976. 6. La filosofia del linguaggio, Roma 1976. 7. Filosofia del
linguaggio e strutturalismo, Roma 1976. 8. Il marxismo contemporaneo tra
umanesimo e scienza, Roma 1976. 9. Lo strutturalismo e la “morte dell’uomo”,
Roma 1977. 10. Il linguaggio come comunicazione, Roma 1978. 11. Umanesimi
a confronto: marxismo e personalismo, Roma 1981. 12. Il marxismo italiano
negli ‘70, Perugia, 1981. 13. Il linguaggio, Brescia 1984.
Di queste opere, la prima, Analisi linguistica e metafisica, che ha
ottenuto il “Premio Città di Varese” per la novità e l’originalità
dell’impostazione, è incentrata prevalentemente su Wittgenstein,
autore a cui mi ero dedicato nel corso di un luogo soggiorno a Vienna.
Molte delle altre sono imperniate sullo sviluppo della filosofia analitica,
con particolare riferimento all’ambiente aglosassone. Non mi pare pertanto
di essere così sprovveduto sulla filosofia del linguaggio come il
Dott. Vignaroli suppone. Ma, probabilmente, egli, essendo occupato a cogliere
chissà quali trame all’interno dell’Istituto di Filosofia, non se
ne è reso conto né quando era studente né successivamente.
La motivazione forse è più grave (!): come dice lui, gli
era precluso l’accesso alla biblioteca dell’Istituto!
In merito poi alla storia della filosofia (I problemi della filosofia)
da me scritta in collaborazione con Capecci e Santinello, forse al Direttore
di “Perugia Free Press” è sfuggito che è impostata secondo
criteri diversi da quelli tradizionali, cioè “per problemi”. Questo,
però, contrariamente a quanto egli sostiene, non l’ha resa incomprensibile
a coloro che l’hanno effettivamente consultata, altrimenti non avrebbe
avuto 4 ristampe nell’arco di 5 anni.
Resta infine da dire che, diversamente da come la pensa il Dott. Vignaroli,
nel campo scientifico non esistono riconoscimenti alla carriera. Quanto
detto vale in modo preminente per la direzione di un’opera come l’Enciclopedia
filosofica che è stata pubblicata da Bompiani e che ha visto la
collaborazione di oltre 1800 studiosi della più diversa provenienza.
Ancora una volta, dunque, il pregiudizio non ha consentito al Dott. Vignaroli
di riconoscere la verità.
Da ultimo, sebbene questo non possa risuonare come un vanto, vorrei
ricordare al Dott. Vignaroli che sono stato relatore della sua tesi di
Laurea, su richiesta del Prof. Baldini, che l’aveva seguita, ma che nel
frattempo si era trasferito.
Preferisco non aggiungere altro, dal momento che quanto precedentemente
detto attesta in modo inequivocabile l’infondatezza di tutto ciò
che il Direttore di “Perugia Free Press”, Dott. Vignaroli, ha avventatamente
scritto sul mio conto.
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