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EDITORIALE
Signor Sindaco "si" faccia
un favore, si dimetta |
Perugia non voleva tutto
questo. La nostra era una cittadina tranquilla in cui gli abitanti, seppur
in parte diffidenti, vivevano sereni ed in pace.
Noi perugini avevamo pochi
punti di riferimento ma precisi. Il Mercato Coperto per la spesa della
mattina, la “vasca” di rito per lo shopping nel pomeriggio, quattro
chiacchiere in uno dei caffè del Corso, il film in uno dei cinema
del centro. Di Sabato era classico l'appuntamento sotto "l'Orologio" per
incontrare gli amici e mettersi d'accordo su come passare la serata. Grazie
alla "rivoluzione" della mobilità e alle "trasformazioni" urbanistiche
da Lei spavaldamente rivendicate che cosa è rimasto?
Un Mecato Coperto ridotto
per anni ad un palazzo fantasma con l'alibi per una ristrutturazione che
sta cancellando il Pincetto, una delle poche zone verdi del centro storico,
che a tutt'oggi non possiamo sapere se sarà a rischio di instabilità.
Un corso Vannucci avvilente nella sua desertificazione dove a fare le vasche
sono prevalentemente gli spacciatori, i poveri mendicanti e dove d'inverno
gli unici a "fare affari" sono l'uomo delle caldarroste e l'extracomunitario
degli ombrelli. I caffè che per mancanza di clienti hanno chiuso
lasciando il posto agli outlet di scarpe e di biancheria intima.
Il Modernissimo costretto
a riconvertirsi in miniappartamenti e gli altri storici cinema ridotti
a dimenticati "Cinema Paradiso".
Non so se era questo il
futuro che Lei, signor Sindaco, immaginava per la Perugia del 2000 e per
il Centro Storico. Sta di fatto che queste "trasformazioni epocali" non
piacciono ai perugini e tanto meno quelle che vanno a scapito delle loro
tasche, vedi gli aumenti della Tia, dell'Irpef e le multe ai T-Red. Visto
la voce dissenziente di Rifondazione Comunista da un lato e le azioni incalzanti
della magistratura dall'altro perchè signor Sindaco non "si" fa
un favore? Perchè non si dimette? Avrebbe così la chance,
prima che sia troppo tardi, di passare alla storia come un grande Sindaco
innovatore che voleva agire nell'interesse della cittadinanza ma che alla
fine non è stato compreso (è accaduto spesso ai grandi uomini
della storia per es. Socrate, Gesù Cristo, Mussolini, Gorbaciov
ecc.). Del resto è sempre meglio essere ricordato come un incompreso
novello Cesare Augusto che come un dispotico ed arrogante Catilina, a meno
che... il suo obiettivo non sia quello di emulare le gesta di un farneticante
Nerone».
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