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EDITORIALE
Signor Sindaco "si" faccia un favore, si dimetta
di MAURIZIO VIGNAROLI
Perugia non voleva tutto questo. La nostra era una cittadina tranquilla in cui gli abitanti, seppur in parte diffidenti, vivevano sereni ed in pace.
Noi perugini avevamo pochi punti di riferimento ma precisi. Il Mercato Coperto per la spesa della mattina, la “vasca” di rito per lo shopping nel pomeriggio,  quattro chiacchiere in uno dei caffè del Corso, il film in uno dei cinema del centro. Di Sabato era classico l'appuntamento sotto "l'Orologio" per incontrare gli amici e mettersi d'accordo su come passare la serata. Grazie alla "rivoluzione" della mobilità e alle "trasformazioni" urbanistiche da Lei spavaldamente rivendicate che cosa è rimasto? 
Un Mecato Coperto ridotto per anni ad un palazzo fantasma con l'alibi per una ristrutturazione che sta cancellando il Pincetto, una delle poche zone verdi del centro storico, che a tutt'oggi non possiamo sapere se sarà a rischio di instabilità. Un corso Vannucci avvilente nella sua desertificazione dove a fare le vasche sono prevalentemente gli spacciatori, i poveri mendicanti e dove d'inverno gli unici a "fare affari" sono l'uomo delle caldarroste e l'extracomunitario degli ombrelli. I caffè che per mancanza di clienti hanno chiuso lasciando il posto agli outlet di scarpe e di biancheria intima.
Il Modernissimo costretto a riconvertirsi in miniappartamenti e gli altri storici cinema ridotti a dimenticati "Cinema Paradiso".
Non so se era questo il futuro che Lei, signor Sindaco, immaginava per la Perugia del 2000 e per il Centro Storico. Sta di fatto che queste "trasformazioni epocali" non piacciono ai perugini e tanto meno quelle che vanno a scapito delle loro tasche, vedi gli aumenti della Tia, dell'Irpef e le multe ai T-Red. Visto la voce dissenziente di Rifondazione Comunista da un lato e le azioni incalzanti della magistratura dall'altro perchè signor Sindaco non "si" fa un favore? Perchè non si dimette?  Avrebbe così la chance, prima che sia troppo tardi, di passare alla storia come un grande Sindaco innovatore che voleva agire nell'interesse della cittadinanza ma che alla fine non è stato compreso (è accaduto spesso ai grandi uomini della storia  per es. Socrate, Gesù Cristo, Mussolini, Gorbaciov ecc.). Del resto è sempre meglio essere ricordato come un incompreso novello Cesare Augusto che come un dispotico ed arrogante Catilina, a meno che... il suo obiettivo non sia quello di emulare le gesta di un farneticante Nerone». 

 

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