| di ARMANDO VIGNAROLI
Un parroco è costretto
a celebrare la messa con l'ingresso della chiesa piantonato dai vigilantes
di un istituto privato di sorveglianza, in modo che non entrino balordi
di ogni genere. Il fatto non succede in una periferia degradata di qualche
metropoli, ma nel cuore di Perugia. Il protagonista dell'incredibile situazione
è don Vittore Di Cesare, 63 anni; sacerdote di lunga data presso
la parrocchia di San Filippo Neri: la chiesa posta nella centralissima
via dei Priori, a pochi passi dal municipio e dal posto di guardia della
polizia municipale. Non è stato lui a chiedere l'intervento dei
vigilantes. "E' finito sotto scorta per volere dei parrocchiani", ha spiegato
Chiara Grasselli, 38 anni, esponente della Caritas. "Don Vittore soffriva
in silenzio, non si confidava con nessuno ma noi vedevamo che era pensieroso,
turbato, diverso dal solito. Nelle ultime settimane entravano in chiesa
tossicodipendenti e alcolizzati. Si permettevano di infastidire il parroco
durante le funzioni religiose; lo insultavano, lo minacciavano. Non c'è
voluto molto per capire che questi individui non si accontentavano più
di qualche spicciolo., volevano altro denaro e don Vittore non riusciva
a stare dietro alle pressanti richieste". Consapevoli che il sacerdote
ha fatto della carità la bandiera della sua missione pastorale e
che non avrebbe mai preso provvedimenti, i parrocchiani si sono rivolti
alle forze dell'ordine, "Ma la polizia non è intervenuta ", racconta
Chiara Grasselli, "Allora abbiamo deciso di servirci di una società
privata pagando alcuni agenti che stazionano all'ingresso della chiesa
durante le funzioni ed eseguono controlli durante la giornata. Paghiamo
volentieri oltre 500 euro al mese poichè siamo affezionati al nostro
parroco". Sono 36 anni che don Vittore Di Cesare svolge la sua missione
nella parrocchia San Filippo Neri. "Ricordo quando si è fatto prete
- ha detto Virginia Urbani, 85 anni, - il giorno in cui si è
svolta la cerimonia i suoi genitori dormirono all'albergo Italia dove,
a quel tempo, lavoravo come inserviente. E' una grande figura, un parroco
buono, impagabile, sempre disponibile ad aiutare chiunque. Ma i soldi ai
drogati non doveva darli, quelli non si accontentato mai". Interviene Luigia
Ambrogi, 82 anni, " Abito a Napoli ma vengo spesso a Perugia a trovare
i miei figli. Devo dire che, in proporzione, ci sono forse più tossici
qui che nel capoluogo campano"."Non volevo che si creasse tanto scompiglio
- ha commentato Don Vittore - ma quando quella gente ha cominciato ad insultarmi
e strattonarmi durante la messa i parrocchiani si sono resi conto
del problema ed hanno chiesto aiuto, prima alle autorità competenti
e poi alla vigilanza privata. Io non ho mai denunciato nessuno, sono un
prete e mi sento di perdonare la gente. Ho sempre cercato di fare
del bene ma la tracotanza e la prepotenza di certi elementi mi hanno spaventato".
Con l'arrivo dei vigilantes la situazione nella chiesa si sta normalizzando.
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Don Vittore di Cesare,
63 anni,
Il parroco finito sotto
scorta
Uno dei vigilantes all'ingresso
della
Chiesa Nuova di San Filippo
Neri |