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Parole... Parole... Parole...
di ARMANDO VIGNAROLI

Gli operatori storici del mercato coperto continuano la battaglia per salvaguardare il futuro delle loro botteghe. Fanno riunioni ed assemblee. Si incontrano nell'ex chiesa di via Baglioni. Negli interventi emerge la preoccupazione per l'incerto futuro delle loro attività. Vorrebbero che gli amministratori comunali avessero un occhio di riguardo se non altro per i sacrifici che hanno fatto portando avanti i negozi nelle precarie condizioni in cui è precipitata l'intera struttura. 

Vorrebbero essere inseriti di diritto nel nuovo mercato coperto senza dover lasciare i posti migliori ad altri commercianti. Insomma vorrebbero poter avere la tranquillità di guardare al futuro con un po’ di serenità. Negli ultimi mesi la pattuglia degli irriducibili si è ulteriormente assottigliata. Altri cinque titolari di licenze, tutti del settore alimentare, hanno chiuso bottega; tre di loro hanno preferito optare per la pensione e due hanno trovato un'altra occupazione. 

Sono rimasti una ventina ed hanno qualche difficoltà ad organizzarsi per contrastare la "mano pesante" del Municipio. Durante le riunioni si accalorano e parlano, parlano, parlano. Annaspano in un fiume di parole mentre a Palazzo dei Priori gli pseudo-progressisti cavalcano l'onda della convinzione che gli "avversari" si arrenderanno per stanchezza. Ci vuole ben altro per contrastare il passo al rullo compressore della deviata ideologia. 

Questo buldozer che non lavora più per il bene sociale sta trasformando Perugia ed umilia i cittadini. Costringe la gente ad accettare discutibili imposizioni come i semafori intelligenti, l'aumento dell'Irpef, i rimborsi Peep e quant'altro sia funzionale al ripianamento del gran buco di bilancio. Figuriamoci se si ferma di fronte a flebili mugugni di sacrestia. Dicevamo che occorre ben altro; ci vogliono azioni significative, fatti concreti, interventi che coinvolgano più gente possibile. Marcello Teti, portavoce dell'associazione Legittima Difesa, ha detto senza mezzi termini agli operatori del mercato coperto: "Vogliamo vincere la battaglia?, smettiamola di fare i grilli parlanti. Diamo ai cittadini la possibilità di esprimere il loro parere, organizzando un referendum". L'idea, forse, vale più di un fiume di parole.
 

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