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MERCATO OPERTO - Il progetto è ad un punto cruciale
Decidano i cittadini con un referendum
Preoccupazione per il forte impatto ambientale e geologico del progetto.
Proposta una raccolta di firme.

di MARCELLO TETI*

IN QUESTI mesi tantissime voci (giustamente) critiche e di dissenso si sono levate contro il progetto di ristrutturazione dello storico mercato coperto portato avanti della Giunta comunale di Perugia. 

E’ stato legittimamente rilevato non solo l’inutilità di tale progetto che non risolve i problemi del nostro centro storico ma anche la sua pericolosità  in termini di impatto ambientale, geologico nonché per la futura viabilità cittadina. Senza contare (ed è l’aspetto senz’altro più becero di tale progetto) che esso è alimentato, oltre che dai grandi interessi in gioco, da un’idea di sviluppo della nostra collettività e della nostra città che è volgare, rozza tutta legata al “big business” del consumo, degli affari, del mercato, che mortifica la cultura, le tradizioni, lo spirito e la storia della nostra città. 

Ora questo progetto  sembra sia arrivato ad un punto cruciale. A maggior ragione quindi colpisce, fra le tante voci contrarie di associazioni, comitati, partiti politici,  l’assenza di una proposta chiara, concreta, immediatamente recepibile da parte dei tanti cittadini che si oppongono, ma che non sanno come fermare un tale obbrobrio o perlomeno tentare di farlo.
 


MERCATO COPERTO: la struttura 
come è oggi
Come  Legittima Difesa  abbiamo ribadito in tante occasioni  che è ormai tempo di andare oltre le critiche e l’opposizione fatta solo di parole che ad un certo punto diventano sterili,  impotenti e, francamente, anche noiose. Bisogna passare ai fatti! La nostra proposta è quella di indire subito una raccolta di firme per  un referendum popolare che dia la possibilità  ai cittadini di Perugia di esprimersi liberamente ed in piena coscienza con un voto nel merito della questione. Il referendum, previsto dallo Statuto comunale, darebbe ai cittadini la concreta possibilità di decidere direttamente su un progetto che riguarda l’intera comunità perugina, visto che è in ballo  il centro storico, cioè il cuore stesso della città, non un’anonima periferia come pensano i nostri zelanti amministratori ed i loro amici di cordata che intendono infatti devastarlo.

Anzi, la richiesta di un referendum avrebbero dovuto gia da tempo farla gli stessi consiglieri comunali che,  almeno a parole, dicono di opporsi al progetto. Ma tant’è. 
Raccogliendo le firme avremmo la possibilità di incontrare e parlare con tantissimi cittadini, superando cosi quel deficit di informazione che sappiamo è spesso alla base dell’apparente disinteresse delle persone. Le iniziative, gli incontri che organizziamo sarebbero così finalizzati ad uno scopo e non occasionali e tutto sommato fine a se stessi. Se non ci saranno, come noi pensiamo, problemi tecnico-giuridici, sempre possibili in materia referendaria, quello del referendum a noi sembra la strada più efficace, quella più idonea a dare unità e concretezza a tutte le voci di dissenso e opposizione che sono presenti nel nostro territorio contro questo malsano progetto.

*Portavoce di “Legittima Difesa Umbra”

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