| di GIAMPIERO TASSO
MI SONO chiesto spesso in
questo periodo se la mia “battaglia” sui T Red sia stata giusta o meno.
Se sia stato solo il difensore
di delinquenti patentati che sono passati con il rosso o se ci sia stato
qualcosa che non mi avesse convinto.
Non difendo coloro che sono
“rossisti”, in questi giorni ci sono stati tanti che mi hanno portato le
foto di famiglia al semaforo per chiedere una copia del ricorso. Ho rimandato
a casa coloro che con il rosso pieno son passati (due per la precisione),
gli altri erano tutti sul filo dei centesimi e dei millesimi di secondo.
Mi sembrava di essere ai
box della Ferrari e spuntare i tempi sul giro, tanto era pazzesca la situazione.
Più vado avanti e
più mi sono convinto di essere nel giusto, di scavare in un pozzo
torbido e di esumare continue bugie da parte degli amministratori.
La più grossa quella
della tutela del cittadino e della sua sicurezza. In tre anni, dal 2004
al 2006 su oltre 4500 incidenti solo 70 si sono verificati ai semafori
(fonte conferenza stampa City Manager Naldini, anno 2006).
Un numero esiguo, fin troppo
esiguo per adottare 12 postazioni semaforiche, dieci volte tante di quelle
piazzate a Milano.
Se è la sicurezza
perché il Comune continua a mantere le strade in una maniera ignobile,
perché non rinnova le strisce, l’illuminazione, perché i
tombini infidi sempre in mezzo alla strada? La seconda il giallo del giallo.
Quattro secondi, tre secondi,
un secondo… L’assessore Chianella ha sempre riferito “4 e solo 4” ma le
immagini, le fotografie dello stesso T Red lo hanno sbugiardato ed hanno
dimostrato che quell’arnese infernale a volta gestisce il giallo come decide
lui. La terza è relativa all’informazione.
Poca, anzi nulla: un’ottavo
di pagina per tre giorni sui quattro quotidiani di Perugia in tempi dove
di Perugini non ve ne era traccia, nel pieno della calura di luglio. Ora,
dopo il putiferio le multe sono calate a livello zero. Ci voleva tanto
a fare questo? A dare il giusto risalto. Il Comune di Perugia può
dire quello che crede e come lo crede ma agli occhi dei perugini è
passata l’idea di fare cassa e questo è il fatto più
grave. Essere politico è essere al servizio della polis, della città.
Fregarsene di quelli che
sono i problemi degli amministrati è solo una mera ostentazione
di essere “politichesi” e null’altro.
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LA PROVA: la fotografia
che dimostra
che il tempo tra il giallo
e il rosso non
è sempre di 4
secondi.
In questo caso è
di un solo secondo
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