Homepage
Primo Piano
Inchieste
Cronache Vere
Salute e Benessere
Fatti e Misfatti
Perugia di Giorno e di Notte
Supporto Il Giallo
Redazione
Il giornale
SOS Free Press
Scrivici
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

IL GIALLO - Appuntamento con gli enigmi di Free Press
Non è tutto oro ciò...
di ULLA HOPSTER

Il commissario Mirto era diretto a piedi verso la casa della sua vicina. 
Le suole di gomma facevano con ogni passo il caratteristico rumore sulla strada bagnata. Sperava che proprio ora non passasse una macchina perché i due lati della via erano pieni di pozzanghere. Il caso di oggi era abbastanza diverso dal solito lavoro. Normalmente si occupava d’omicidi. Marta lo aveva chiamato stamattina: era tornata dal suo ristorante intorno alle due della notte e aveva trovato la porta della casa aperta.

“Ho avuto paura che il ladro fosse ancora lì dentro! Allora sono uscita silenziosamente e ho aspettato nella mia macchina per circa 5 minuti. Quando non ho visto uscire nessuno ho riprovato a rientrare.” Prendeva un tiro dalla sua sigaretta e mandava il fumo verso il soffitto. “Tu però sai che hai rischiato tanto con il tuo atteggiamento?”. La riprendeva il commissario con un’espressione seria. “E tu sai”, replicava lei con un pizzico d’ironia, “che noi comuni mortali non reagiamo mai come voi poliziotti ce lo consigliate? Perché quando ti capita qualcosa di simile è sempre diverso da come ce lo avete descritto.” Marta puntava senza pietà la sua sigaretta sul petto di Mirto, ex - fumatore da ormai due settimane che tratteneva il fiato vedendo arrivare la minaccia. “Anzi; vorrei vedere te!”

Soddisfatta dalla sua risposta Marta continuava. “Poi sono venuti i tuoi…li chiamerò i tuoi colleghi, anche se fanno parte di un’altra squadra. Hanno controllato un po’ la casa, hanno guardato nei pochi cassetti che ancora non erano stati aperti, hanno preso pure le impronte qui nel salone, ma perfino io non posso immaginare un ladro senza guanti.
“Che cosa hanno rubato?” domandava il commissario Mirto che si era accomodato in una poltrona talmente morbida che già si preoccupava di come tornare in una posizione eretta. “Soldi?”

Marta sorrideva. “Di solito non ho soldi in casa in quanto non ho soldi che avanzano. In mancanza di questi si sono sfogati, hanno preso un po’ di tutto senza badare né al valore né alla qualità: un mio cappotto invernale, nero e largo, molto comodo, una sciarpa, un cappellino di lana – a quel punto serviva pure l’ombrello, non pensi? – un orologio di un certo valore che tenevo qui sul mobiletto, ah sì, e anche qua, guarda, hanno preso quel quadro…bèh, quadretto.” La donna indicava una piccola area sulla parete che era di un colore più chiaro rispetto al resto. “Credo che sia costoso perché mi è stato regalato da un cliente del ristorante, Foschi, quel gioielliere che abita in fondo alla via. Avevo organizzato una festa importante in pochi giorni per lui, doveva fare colpo sulla ‘gente che conta ’. Dovrebbe aver funzionato, perché da allora viene sempre con una macchina nuova, più grande. Scusa, Mirto, ti annoio soltanto.” Marta si girava intorno a se stessa. “Manca anche un braccialetto di platino che oggi avevo lasciato qui sul tavolo perché avevo fretta di uscire. L’unico oggetto che di sicuro valeva abbastanza. E guarda: hanno lasciato gli orecchini d’argento che ci stavano così bene insieme!”

Il commissario ora giocava con il pacchetto di sigarette ed evitava di annusarlo. “Hai le foto di questi beni?” Marta si accendeva una sigaretta che era riuscita a prendere dalla confezione. “Ho delle foto recenti della mia festa di compleanno, ti ricordi? Eri lì per 11 minuti. Portavo il braccialetto e magari si vede anche il quadro.”
Mirto controllava attentamente le foto, su alcune c’era anche lui. Riconosceva Federico, il cameriere del piccolo ristorante di Marta e anche il gioielliere del quale lei aveva parlato prima. Inoltre la cuoca Margherita ed alcune altre persone che forse aveva incontrato a casa di Marta ogni tanto. “In pratica il ladro potrebbe essere anche uno di loro,” diceva assorto il poliziotto ad alta voce. “Certo! Ed in teoria potresti esserlo anche tu!” rispondeva Marta, mandando il fumo crudelmente nella sua direzione.

Tornato in mezzo alla strada Mirto si godeva l’aria pulita seppure umida. Passava davanti alla vetrina di Foschi che annunciava i saldi per la chiusura del suo negozio. Mirto non era appassionato di articoli lussuosi e non conosceva nemmeno delle donne che si aspettavano regali del genere. Pensava alla sua amica Carlotta con la sua predilezione per la bigiotteria, riconoscibile anche da chi non fosse un esperto. Riconoscibile da chi non è esperto…
Mirto chiamava il suo collega che si era occupato del furto a casa di Marta. “Ho un sospetto”, diceva, “vieni e ne parliamo.”
Quale sospetto?

SOLUZIONE:
Il sospetto di Mirto andava verso il gioielliere Foschi per alcuni motivi: lui conosceva la casa di Marta e i suoi oggetti di valore. Doveva cessare l'attività, quindi aveva probabilmente bisogno di soldi. Più di un comune ladro era in grado di riconoscere il platino dall’argento, infatti non erano stati presi gli orecchini. Era stato rubato inoltre un quadro piccolo che lui stesso le aveva regalato e del quale sapeva il costo. Ed infine: tutto ciò che aveva preso trovava spazio in un cappotto che il ladro si era messo all’uscita per rendersi irriconoscibile.
Invia un tuo commento sull'articolo

_______________________________
by Consulting s.r.l. 2006