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| Supporto | Il Giallo | |||||
| Redazione
Il giornale SOS Free Press Scrivici
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“Ho avuto paura che il ladro fosse ancora lì dentro! Allora sono uscita silenziosamente e ho aspettato nella mia macchina per circa 5 minuti. Quando non ho visto uscire nessuno ho riprovato a rientrare.” Prendeva un tiro dalla sua sigaretta e mandava il fumo verso il soffitto. “Tu però sai che hai rischiato tanto con il tuo atteggiamento?”. La riprendeva il commissario con un’espressione seria. “E tu sai”, replicava lei con un pizzico d’ironia, “che noi comuni mortali non reagiamo mai come voi poliziotti ce lo consigliate? Perché quando ti capita qualcosa di simile è sempre diverso da come ce lo avete descritto.” Marta puntava senza pietà la sua sigaretta sul petto di Mirto, ex - fumatore da ormai due settimane che tratteneva il fiato vedendo arrivare la minaccia. “Anzi; vorrei vedere te!” Soddisfatta dalla sua risposta
Marta continuava. “Poi sono venuti i tuoi…li chiamerò i tuoi colleghi,
anche se fanno parte di un’altra squadra. Hanno controllato un po’ la casa,
hanno guardato nei pochi cassetti che ancora non erano stati aperti, hanno
preso pure le impronte qui nel salone, ma perfino io non posso immaginare
un ladro senza guanti.
Marta sorrideva. “Di solito non ho soldi in casa in quanto non ho soldi che avanzano. In mancanza di questi si sono sfogati, hanno preso un po’ di tutto senza badare né al valore né alla qualità: un mio cappotto invernale, nero e largo, molto comodo, una sciarpa, un cappellino di lana – a quel punto serviva pure l’ombrello, non pensi? – un orologio di un certo valore che tenevo qui sul mobiletto, ah sì, e anche qua, guarda, hanno preso quel quadro…bèh, quadretto.” La donna indicava una piccola area sulla parete che era di un colore più chiaro rispetto al resto. “Credo che sia costoso perché mi è stato regalato da un cliente del ristorante, Foschi, quel gioielliere che abita in fondo alla via. Avevo organizzato una festa importante in pochi giorni per lui, doveva fare colpo sulla ‘gente che conta ’. Dovrebbe aver funzionato, perché da allora viene sempre con una macchina nuova, più grande. Scusa, Mirto, ti annoio soltanto.” Marta si girava intorno a se stessa. “Manca anche un braccialetto di platino che oggi avevo lasciato qui sul tavolo perché avevo fretta di uscire. L’unico oggetto che di sicuro valeva abbastanza. E guarda: hanno lasciato gli orecchini d’argento che ci stavano così bene insieme!” Il commissario ora giocava
con il pacchetto di sigarette ed evitava di annusarlo. “Hai le foto di
questi beni?” Marta si accendeva una sigaretta che era riuscita a prendere
dalla confezione. “Ho delle foto recenti della mia festa di compleanno,
ti ricordi? Eri lì per 11 minuti. Portavo il braccialetto e magari
si vede anche il quadro.”
Tornato in mezzo alla strada
Mirto si godeva l’aria pulita seppure umida. Passava davanti alla vetrina
di Foschi che annunciava i saldi per la chiusura del suo negozio. Mirto
non era appassionato di articoli lussuosi e non conosceva nemmeno delle
donne che si aspettavano regali del genere. Pensava alla sua amica Carlotta
con la sua predilezione per la bigiotteria, riconoscibile anche da chi
non fosse un esperto. Riconoscibile da chi non è esperto…
SOLUZIONE:
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