| di LUCA MENCARELLI
PERUGIA - Ad un anno dall’inizio
dei lavori, l'azienda agricola creata nella superficie antistante
il carcere di Capanne è ormai ultimata.
Il progetto organizzato
dal Ministero della Giustizia in collaborazione con la cooperativa Gulliver
di Perugia mette a disposizione del penitenziario e dei detenuti
appezzamenti di terreno, prima inutilizzati, di circa 10 ht.
“Terminati i lavori di preparazione
dell’area -afferma Luca Crotti responsabile agronomico del progetto-a maggio
2006 è iniziato l’impianto di circa 1600 olivi sistemati su 4 ht
di terreno a cui è seguito un frutteto di 2,5 ht, mentre la restante
parte è stata piantata ad orto e seminativi vari”.
“Il progetto –continua- in
chiave paesaggistica, ha preservato gli alberi ornamentali esistenti, e
utilizzato siepi e bordure tra un appezzamento e l’altro di terra per evitare
contaminazione di parassiti: l’aspetto igienico è fondamentale nella
coltivazione biologica dove le piante vengono trattate con insetticidi
non di sintesi ma naturali come rame e zolfo, e la concimazione è
fatta con un composto riconvertito dalla raccolta differenziata dei rifiuti”.
Gli investimenti necessari
compresi gli stipendi dei detenuti sono a carico dal Ministero della Giustizia
sino ad inizio 2008 data in cui la gestione economica e finanziaria dell’azienda
agricola passerà alla cooperativa. "La nostra -afferma Luca Rondolini
amministratore delegato di Gulliver - è una cooperativa di tipo
"b" finalizzata al reinserimento di persone svantaggiate, dopo una
serie di colloqui tenuti dall’equipe di educatori ed assistenti sociali
del carcere, la persona inizia con il lavoro nei campi un percorso di crescita
umana e professionale al termine del quale, scontata la detenzione, è
pronta ad entrare nel mercato del lavoro.
La coperativa si occupa anche
-continua Rondolini - di commercializzare la produzione tramite gruppi
di acquisto solidali ai quali fornire i prodotti agricoli biologici: i
primi clienti sono soddisfatti della varietà e dei sapori delle
verdure e degli ortaggi superiori a quelli reperibile nella
grande catena alimentare”. Cosa ne pensano i detenuti? Abbiamo intervistato
uno dei partecipanti al primo gruppo di lavoro che preferisce mantenere
l’anonimato. “Il mio inserimento nel gruppo - afferma - è
stato determinato in prevalenza da motivi di fiducia visto che i campi
si trovano fuori dall’infrastruttura carceraria, il lavoro si è
svolto a turni, in squadre di 4 persone, a cui si è aggiunta
successivamente una squadra femminile.
Mi ero gia reinserito socialmente
- continua l’ex detenuto - quando dopo molti anni dal reato commesso sono
stato condannato quindi privato della libertà e del lavoro che svolgevo,
ora grazie all’esperienza maturata nei campi di Capanne e all’aiuto della
cooperativa ho trovato un'occupazione nel settore agricolo". Secondo Rondolini
sarà necessario per affinare il progetto valutarne appieno le potenzialità
economiche e produttive, ma se il buongiorno si vede dal mattino siamo
sulla giusta strada.
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COLTURE: il terreno
destinato ad ortaggi
AGRONOMO: Luca Crotti
COOPERATIVA GULLIVER:
l'amministratore
Luca Rondolini
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