| di ARMANDO VIGNAROLI
C'è voluto l'annuncio
della chiusura di Coin per dare la stura a qualche politico distratto.
"Voglio vederci chiaro, voglio capire e studiare il caso", ha commentato
l'assessore Ilio Liberati. Gli ha fatto eco il capogruppo comunale della
Margherita Roberto Moretti dichiarando:"Il fenomeno della riduzione delle
attività commerciali nel contro storico non trova giustificazione
rispetto all'andamento demografico che è in continua e costante
crescita".
Ma dove vivono questi signori?
Non si sono ancora accorti che Perugia si sta spegnendo? C'è poco
da studiare. Le attività commerciali chiudono per mancanza di clienti.
Lo dicono tutti e il ritornello va avanti da tempo. Certo gli artigiani
e i commercianti, preoccupati come sono non vanno a dirlo fra gli scranni
del consiglio comunale. E fanno male, perchè dovrebbero far sentire
la loro voce, invece di compiangersi. Per poi abbassare le saracinesche
o passare di mano i negozi.
L'andamento demografico è
in costante crescita? Forse è vero ma se aumentano solo gli extra
comunitari, gli spacciatori e i tossicodipendenti il giro di affari dei
commercianti non migliorerà. Anche gli studenti, sono sempre meno
a causa delle sberle delle iscrizioni, o no? Ma le famiglie, in centro,
dove sono? I nuclei familiari mantengono le insegne accese. Se queste si
spengono si spegne anche la città. Ormai resta difficile star dietro
al conteggio dei negozi che hanno chiuso i battenti negli ultimi tre anni,
per non parlare poi di quelli che sono stati rilevati dagli stranieri.
E allora, sveglia se non
vogliamo che Perugia diventi una città-museo fantasma. Non vi sembra
sia giunto il momento di fare qualcosa? Naturalmente rispettando la Legge.
In via Palermo, poco prima della fine dell'anno, un commerciante ha scritto
sulla vetrina del proprio negozio: "SI SALVI CHI PUO'. Io, a fine mese,
CHIUDO".Angelo Berti, 53 anni, lo ha detto e lo ha fatto. Quanti ancora
chiuderanno bottega senza farlo sapere a nessuno?
|
|