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Storia delle Acciaierie di Terni
(4° Puntata)

di ARMANDO VIGNAROLI 

Assumendo la nuova denominazione "Società per l'Industria e l'Elettricità" - racconta Aldo Zucchi nel volume del centenario - la Terni costruì nel 1925 la grande centrale idroelettrica di Galleto sul Velino e quella di Preci sul Nera che vennero inaugurate tre anni dopo. 

Le Acciaierie potevano così disporre, oltre che degli impianti minori, di sei grandi centrali idroelettriche che producevano complessivamente oltre un miliardo di kwh; erano le centrali di Cervara, Collestatte, Papigno Velino-Papigno Pennarossa, Marmore, Preci e di Galleto. 

Una grande ruota dentata
in acciaio fuso

Questi impianti consentivano minori costi di produzione e larghi margini di utili grazie anche alla vendita di energia elettrica. La società ternana subì il colpo più duro della sua storia centenaria quando venne nazionalizzata l'energia elettrica. 
Per far fronte alle difficoltà  incontrate le Acciaierie hanno dovuto eseguire ampliamenti e trasformazioni richiesti anche dal continuo progresso siderurgico. 

Allentata la produzione bellica, la Terni brevettò uno speciale dispositivo per la  laminazione dell'acciaio; dispositivo che ben presto divenne noto in tutto il mondo. Le conseguenze di un'altra grave crisi giunsero con l'abbassamento dei prezzi dei prodotti siderurcici. Licenziamenti in massa segnarono momenti difficili e nel 1953 alla Terni vennero allontanate dal lavoro più di 1600 persone. 

Seguì un intenso programma di rinnovamento aziendale e la costruzione di un nuovo impianto per migliorare la qualità dei lamierini magnetici. Con la nuova produzione le Acciaierie superarono agevolmente la recessione del 1957. Quattro anni dopo venne siglato un accordo con il colosso americano United States di Pittsburg e si creò la Soc. Terninoss a capitale italo-americano. Nel 1965 la produzione di acciaio raggiunse alla Terni la cifra record di 277.704 tonn. 

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by Consulting s.r.l. 2005