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Improbabile rientro in Borsa a breve termine
l'ex Banca Popolare di
Spoleto
trasformata in scatola
cinese?
Clamorose rivelazioni sulla mancata rinegoziazione
del credito. Reticenza alla Spoleto Credito e Servizi. Una denuncia ed
un'interrogazione parlamentare |
di ARMANDO VIGNAROLI
Nella precedente edizione di Free Press
abbiamo pubblicato le preoccupazioni, i dubbi e timori espressi da alcuni
azionisti della Spoleto Credito e Servizi i quali, dopo aver atteso invano
per quasi 20 anni il rientro del titolo in borsa, vorrebbero restituire
le azioni per tornare in possesso dei loro risparmi. Ma perchè il
titolo non viene riammesso a Piazza Affari? Perchè le azioni sono
ancora congelate? Continuando l' inchiesta abbiamo scoperto che l'ex "Banca
degli Umbri" sembra sia diventata una “scatola cinese”.
La sorprendente rivelazione l'abbiamo
avuta "navigando" in un mare di reticenza. Innanzitutto non siamo riusciti
ad avere un colloquio con gli esponenti della SCS; il direttore Fabio Bonifazi
era troppo impegnato per fissarci un appuntamento a breve termine.
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Il numero
di maggio 2005 in cui
è iniziata l'inchiesta
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| Fabrizio Cardarelli, il presidente,
lo ha fissato ma poi Daniela, la sua segretaria, lo ha annullato. Al sollecito
di un fax, il professore Cardarelli ci ha telefonato dicendo: “Il
mancato rientro in Borsa è causato in parte della presenza a Piazza
Affari della BPS. Spa. di cui la SCS detiene il pacchetto di maggioranza.
Tuttavia attendiamo notizie dalla Borsa Italiana per essere ammessi nel
segmento Expandi". Diversa la versione giunta dall'Ufficio Comunicazioni
di Borsa Italiana Spa.: "E' una vecchia storia", ha detto Francesca Palermo,
incaricata Senior per i rapporti con la stampa. "Una storia che risale
al 1986. All'epoca la Consob seguiva direttamente le Società quotate
sul mercato. Borsa Italiana Spa. è sorta nel 1998.
La Banca D'Italia sospese il titolo nell'86
e qualche anno dopo la Società Cooperativa stava tornando in regola
con i conti. Seguì lo scorporo del ramo bancario e la trasformazione
in Soc. Coop. di intermediazione finanziaria". "Il problema della SCS -
ha continuato l'incaricata Senior - è che con quella operazione
la Società ha snaturato la sua originarietà. La sospensione
del titolo penso sia stata prolungata perchè la SCS non ha dimostrato
in seguito di possedere i presupposti per tornare sul mercato”. Insomma
la Spoleto Credito e Servizi si presenterebbe sostanzialmente come una
“scatola cinese” ed in base al regolamento vigente non può essere
ammessa in Borsa. Si dovrebbe trasformare in una holding. “In ogni modo
se la società di Spoleto è in grado di dimostrare di aver
maturato i requisiti giusti può senz'altro rientrare alla negoziazione
del credito". Il 25 giugno ci sarà l'assemblea dei Soci presso
l'Hotel Albornoz di Spoleto. Sarà il giorno della verità
e si saprà se la Spoleto Credito e Servizi intende attivarsi
seriamente per riportare il titolo in Borsa o se gli azionisti dovranno
contribuire a dare il lavoro a chi fa quadretti e cornici.
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La
Scheda
1895 - Il 28 aprile
è stata costituita la Banca Popolare di Spoleto Soc.Coop.a r.l.
1979 - La Banca Popolare di Spoleto Soc.Coop. a r.l. viene quotata in Borsa.
1986 - La Banca Popolare di Spoleto Soc.Coop. a.r.l. viene commissariata
dalla Banca D'Italia. Il titolo viene poi sospeso dal mercato azionario.
1992 - Il 31 Maggio viene deliberato lo scorporo dell'attività bancaria
che sarà conferita ad una nuova società denominata Banca
Popolare Spoleto Spa. La nuova denominazione sarà Spoleto Credito
e Servizi. L'oggetto sociale cambierà da Banca a Intermediario Finanziario.
Capitale Sociale - Al 30/06/04 il capitale sociale SCS risultava pari a
48.027.330,00 Euro- Azionisti - Al 30/06/04 gli azionisti della SCS erano
17.987. Valore azioni - Nominale Euro 26 - Fuori mercato Euro 31.- Commerciale
Euro 40 circa. Società controllate - La più importante è
la Banca Popolare Spoleto Spa. di cui la SCS detiene il 51% del pacchetto
azionario (Prima aveva il 53%). |
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