Homepage
Primo Piano
Inchieste
Cronache Vere
Salute e Benessere
Fatti e Misfatti
Perugia di Giorno e di Notte
Supporto Fatti & Misfatti
Redazione
Il giornale
SOS Free Press
Scrivici
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Estroso artigiano ha creato nel tempo libero una collezione che lascia sbalorditi
Piccole sedie per un grande talento
Giovanni Arbonelli: "Amo rivisitare i modelli di ogni epoca e nazionalità"

di C. EMANUELE PROIETTI

PILA - Giovanni Arbonelli è uomo dalle mille risorse, e ne ha dato prova cimentandosi con passione in un’attività davvero insolita: la creazione di modellini di sedie impagliate, lucidate e rifinite nei minimi particolari. “Tutto è iniziato quasi per gioco sei anni fa – racconta il simpatico settantaduenne – con la riproduzione di una sedia da terrazzo forgiata… col manico di una scopa. 

Da allora sono partito spedito realizzando una collezione di 86 pezzi differenti”. E ce n’è davvero per tutti i gusti, valicando le epoche e gli spazi geografici: dalla fine sedia indiana a quella dell’antico Egitto, passando per la sontuosità della portantina di Papa Pacelli per terminare con i toni “noir” della sedia elettrica da patibolo. 

“Utilizzo legni di castagno, abete, pino russo e noce di baya, niente chiodi ma solo colla – specifica l’artigiano – e per modelli particolarmente complessi può occorrere anche una settimana”.

Tanti capolavori in miniatura che, in occasione delle numerose mostre tenute in giro per l’Umbria, non hanno mancato di attirare complimenti e proposte allettanti. “Ma le mie opere non sono in vendita – risponde serafico l’artista – auspico per il futuro di trovargli una collocazione museale adeguata, magari con il patrocinio del Comune”. 
 


L'artista Arbonelli nel 
suo laboratorio


Sedia a dondolo 
in legno d'ulivo

Arbonelli è la testimonianza vivente che per mantenere in forma i neuroni dopo la pensione si può lavorare, divertendosi alla grande, anche con gli insospettabili oggetti quotidiani.
_______________________________
by Consulting s.r.l. 2005