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Viaggio attraverso l’associazione no profit Alcolisti Anonimi di Perugia
Alcolismo: ritrovare se stessi 
aiutando gli altri
Chi ne rimane coinvolto spesso preferisce considerarlo un vizio da cui può facilmente uscire piuttosto che una vera e propria malattia da accettare ed affrontare.
di LUCA MENCARELLI

PERUGIA - Benché se ne parli poco il fenomeno dell’ alcolismo è molto diffuso nella nostra società. E’  sommerso, strisciante, difficile da sviscerare. Chi ne rimane coinvolto spesso preferisce considerarlo un vizio da cui può facilmente uscire piuttosto che una vera e propria malattia, da accettare  e affrontare con  l’aiuto degli altri. E’ Questa  la scintilla che  originò l’ idea di due acerrimi bevitori americani, Bob e Bill, rispettivamente medico e agente di borsa  fondatori dell’ associazione alcolisti anonimi, nel 1935: un pomeriggio mentre passeggiavano in un parco, si accorsero che resistere alla compulsione dell’ alcol era possibile grazie alla condivisione reciproca del problema. Aiutare gli altri dava loro la forza di rimanere sobri. 
 


Franco di spalle mentre racconta 
la sua storia a Free Press
Oggi l’ associazione conta circa 3500 gruppi operanti in 100 paesi nel mondo. Ci confida Marco, membro dell’ associazione alcolisti anonimi di Perugia fondata nel 1981:  “Bevevo  ormai da molto tempo, ho provato a uscirne in tutti i modi  avvalendomi di medici e psicologi. Al massimo resistevo  uno o due mesi per poi ricadere di nuovo nel baratro. Un anno fa ho iniziato a frequentare il gruppo, sono riuscito ad ammettere la mia malattia senza vergogna e attraverso il programma dei 12 passi, ho ritrovando la serenità. Dalla sera stessa del primo incontro non ho più toccato un bicchiere”. Aggiunge orgoglioso Franco “Non servono farmaci o costrizioni, basta la volontà dell’ alcolista, per entrare a far parte dell’ associazione, nel più assoluto anonimato. In parallelo ai gruppi alcolisti anonimi, operano i gruppi dei familiari degli stessi denominata Al – Anon. Ci spiega Fernando suo fervido attivista: “nelle nostre riunioni mettiamo in evidenza una cosa: è importante non farci coinvolgere troppo dall’ alcolista perché egli tende a provocare proprio le persone a cui vuole più bene, è come se cercasse inconsciamente una scusa per tornare al bicchiere.  Parlarne liberamente  ci aiuta ad avvicinare il fenomeno, capirlo a fondo e aiutare i nostri cari ad affrontarlo gradualmente e in modo serio”.
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by Consulting s.r.l. 2005