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CORSIVO
Perugin magna fagioli,
più ne magna e più son boni
di MAURIZIO VIGNAROLI |
Ci voleva Bruno Vespa per
ammettere che di sera a Perugia il supermarket della "roba" fa affari d'oro?
Era necessario che le iene venissero in città per farci prendere
coscenza che i T-Red erano da buttare in discarica? Dovevamo proprio farci
sputtanare in TV da "Malpelo" per supporre che dietro la speculazione edilizia
potrebbero esserci interessi tutt'altro che trasparenti? Evidentemente
si. Famoso è il detto: "perugin magna fagioli, più ne magna
e più son boni!" e della bontà e della pazienza dei perugini
c'è chi ha finito per approfittarne. Ci ritroviamo nelle condizioni
in cui il centro storico viene desertificato per favorire la cementificazione
delle periferie, "una città (Perugia) con 160.000 abitanti - afferma
Ivano Cirillo - in cui si è costruito nel 2007 più che a
Napoli, che conta un milione di abitanti". Una regione (l'Umbria) in cui
c'è un indice di frequenza di incidenti sul lavoro maggiore di quasi
il 47% rispetto alla media nazionale. Un panorama in cui si profila il
riciclaggio del denaro sporco ed il traffico di droga legati a camorra,
n'drangheta e mafia. "Non a caso i cantieri visitati da Alessandro Sortino
nella sua inchiesta su "La 7" - continua Cirillo - erano prevalentemente
appartenenti a ditte Campane, Calabresi e Siciliane".
Abbiamo chiesto spiegazioni
in proposito a Vladimiro Boccali, attuale assessore all'urbanistica del
comune di Perugia, ma gentilmente tramite la sua segreteria ha preferito
non commentare e rinviare eventuali dichiarazioni alla consueta conferenza
stampa di fine anno.
Nel frattempo possiamo leggere
le parole di GIKO01, uno dei tanti spettarori de "la 7" che dopo aver visto
la puntata di "Malpelo" sull'Umbria ha così commentato: "Complimenti,
sono anni che nessuno parla della realta' nelle nostre province (...).
In Umbria il "cuore verde" dell'Italia si e' lasciata mano libera a bieghi
personaggi che hanno cambiato in pochi anni il volto di un territorio da
sempre rinomato per la elevata qualita' della vita, per le sue location
naturali e per quelle tradizioni legate al mondo del lavoro. In nome di
una facile speculazione (..) e' stata effettuata una svolta nella politica
economica che segna per anni il territorio. A cominciare dalla speculazione
seguita alla ricostruzione post terremoto tutti i comuni interesati dai
vari assessori, sindaci e imprese varie si sono fatti prendere la mano
e un mare di cemento ci ha travolti. Chi ha preferito la speculazione alla
produzione, ha distrutto uliveti e vigneti storici per la edificazione
di villaggi di seconde o terze case. Ma la cosa piu triste e' che ancora
una volta in Italia oltre al solito magna magna si e' persa la ennesima
occasione di mantenere e preservare quello che di buono abbiamo e che all'estero
ci invidiano". Parole di un perugino che è stanco di accontentarsi
dei soliti fagioli.
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