di ARMANDO VIGNAROLI
PERUGIA - Tutti hanno
dichiarato guerra al carovita. Da ogni parte arrivano consigli per fronteggiare
l'offensiva degli aumenti; i baristi dovrebbero fare sconti su cornetti
e capuccini, i ristoratori applicare il menu fisso per tutti, le macellerie
accorciare la filiera delle carni, i panificatori dare il filone a prezzo
politico, i supermercati i panieri della convenienza, ecc., ecc. Bene,
molto bene, ben vengano le valide proposte così il campanello della
Caritas smettarà di squillare continuamente. Tardano invece ad arrivare
le indicazioni dei nostri amministratori che dovrebbero "illuminarci" come
cobattere il caro-spesa per arrivare in condizioni migliori a fine mese.
I signori della maggioranza e dell'opposi-zione passano da una riunione
all'altra in Comune, in Provincia, in Regione e parlano, parlano, ma come
al solito non trovano accordi condivisi. Intanto la situazione si fa sempre
più preoccupante. Di giorno in giorno aumentano anche a Perugia
le storie di famiglie che scivolano nell'indigenza. Poco si può
fare sul fronte delle tasse, sull'aumento del gas, della luce e dell'acqua
ma si potrebbe almeno facilitare l'attuazione delle nuove e convenienti
forme di spesa alimentare.
Sempre più spesso
si sente dire che per risparmiare si dovrebbe consumare frutta e verdura
di stagione, poi sotto le luci dei supermercati brillano prodotti che arrivano
da lontano a prezzi da capogiro. Al Nord, e non soltanto al Nord, si sviluppano
gli acquisti di gruppo ed aumentano i Farmers Market; mercati in cui gli
agricoltori vendono direttamente i loro prodotti (vino, olio,latte, burro,
formaggi, frutta verdura, ecc., ecc.), a prezzi decisamente convenienti.
A Perugia no. Qui, si da spazio ai mercatini rionali riservati ai commercianti
e a quelli del biologico che vendono prodotti a prezzi inavvicinabili e
non danno fastidio alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata). Ma perchè
non si riesce a dare vita ad un farmer market ? Un mercato stabile, un
punto di riferimento fisso in cui si possa fare spesa e risparmiare? Sono
state fatte delle prove in sordina, dei tentativi-spot; l'anno scorso a
Piazza del Bacio, nell'anno in corso in Piazza del Circo, con replica in
occasione della Fiera dei Morti. Pur non essendo stati pubblicizzati l'afflusso
di gente è stato notevole e tanti i consensi ottenuti dagli agricoltori."Molte
persone hanno chiesto quando potevano tornare - ha raccontato Alessandro
Granieri, 38 anni, della omonima salumeria e presidente del Consorzio Umbria
a Tavola (27 associati) - ma non abbiamo potuto dare una risposta poichè
tutt'ora non lo sappiamo". Daniela Sarnari, vicepresidente della C.I.A
di Perugua ha precisato: "Ovunque hanno la piazza delle erbe dove gli agricoltori
vendono direttamente i loro prodotti". "Da più di un mese - ha aggiunto
- abbiamo mandato all'assessore comunale una richiesta di incontro per
sollecitare la realizzazione dei mercati degli agricoltori sul territorio".
"Vorremmo che vengano organizzati mercati in forma stabile, - ha chiaramente
detto Angelo Corsetti, direttore della Coldiretti Umbria - ma c'è
il problema degli aspetti normativi. Il Comune, a seguito della normativa
nazionale, avrebbe dovuto emanare un regolamento locale; regolamento che
non è stato ancora fatto. Per il momento ci siamo autoregolamentati,
tutto è andato bene ma non possiamo andare avanti così. Cittadini
e operatori hanno necessità di certezza e stabilità. Il Mercato
Coperto sarebbe ottimo come struttura ma stiamo trattando anche con il
Consorzio Agrario di Ponte San Giovanni". "Noi possiamo mettere a disposizione
ampi spazi sia per la struttura che per i parcheggi - ha puntualizzato
Antonio Margiotta, direttore del Consorzio di via dei Loggi - lo abbiamo
già detto agli esponenti della Coldiretti e della Confagricoltura,
attendiamo una risposta". Insomma, i cittadini lo desiderano, gli agricoltori
non vedono l'ora che si realizzari, le associazioni di categoria sembrano
super-interessate, le prove sono andate bene ed allora, qual'è il
problema?
Lo abbiamo chiesto all'assessore
comunale alle attività produttive. Questo, in sisntesi, quanto ci
ha detto Ilio Liberati telefonicamente:"Sono disponibile a fare le necessarie
verifiche. Per i mercati degli agricoltori c'è un regolamento nazionale
e noi, come Comune di Perugia, per testare come vanno le cose abbiamo per
il momento sollecitato, valorizzato e contribuito alla realizzazione dei
mercati dei produttori. Il problema è di incrociare la domanda e
l'offerta, devo verificare bene la disponibilità degli agricoltori.
Le Associazioni di Categoria devono venire da me, presentare il progetto
e garantire la presenza continua dei coltivatori. Per adesso credo sia
utile andare avanti così". Incalzando l'assessore sui tempi di eventuale
realizzazione, Liberati ha driblato più volte la domanda ed infine
ha concluso dicendo: "Dovremo metterci a tavolino e verificare il tutto
con le Associazioni di Categoria. Per il 20/25 Novembre ho già convocato
sia la Condiretti che la Confagricoltura e la Cia".
Giro di telefonate ed abbiamo
appreso che, a far data 9 Novembre, nessuna delle tre Associazioni aveva
ricevuto la convocazione. Così facendo come si può sperare
in una rapida soluzione?
Il problema è importante,
tocca il borsello di tutti ma la maggioranza nicchia, l'opposizione evita
di far sentire la sua "voce" i cittadini sono costretti a tirare sempre
più la cinghia. |
Mercato degli agricoltori
organizzato dalla
Coldiretti in piazza
del Circo
Angelo Corsetti
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