| di MARIA CRISTINA MANCINI
Sessanta repliche, quattro
compagnie amatoriali e dodici anni di attività. Questi sono i numeri
del Piccolo Teatro S. Martino, in via Pontani a Madonna Alta che ha appena
inaugurato la nuova stagione del teatro amatoriale con una commedia brillante
di Emilio Caglieri “Lo smemorato”messa in scena da Leandro Corbucci e gli
Amici del teatro di Colombella. I gruppi amatoriali, a turno, si alterneranno
tutti i sabati alle 21,30 e le domeniche alle 17,30 fino ad aprile sul
palcoscenico con le migliori produzioni del teatro dialettale. Si, perché
il vernacolo ce l’hanno nel DNA e, chi più chi meno, lo propongono
adattandolo alle situazioni e al pubblico. I contenuti, poi, ben si prestano
all’intento dichiarato di voler divertire senza pretese. Un esempio? “Lo
smemorato” commedia pungente adattata da Artemio Giovagnoni che propone
le peripezie di Domenico Mondini, tipografo vessato da moglie, suocera
e cognato che in seguito a una notte brava finge di aver perso la memoria
per sfuggire ai soprusi della famiglia con la complicità inconsapevole
di un’eccentrica cantante lirica. Invece, in cartellone da dicembre a gennaio,
la Compagnia Città di Perugia fa il verso al celebre romanzo manzoniano
con “I compromessi sposi” di Tito Zegni, testo dell’autore toscano adattato
da Gianfranco Zampetti con l’ausilio di dodici personaggi e l’immancabile
prete che contrariamente al libro fa da collante in una faida familiare
sullo sfondo di conflitti generazionali e sociali. Di altro genere e di
un umorismo nordico che ben si adatta al gusto italiano è “L’affitta
camere” di Fritz Wempner tratto dal “Camera a ore” spettacolo raffinato
presentato dal Canguasto in scena da febbraio a marzo. Mariella Chiarini
abbandona l’ironia anglosassone per quella tedesca promettendo un “divertissement”
di grande comicità in cui le vicende di una coppia di pensionati
s’intrecciano a quelle di due giovani in fuga dalle famiglie. Variopinti
personaggi e situazioni paradossali faranno divertire e pensare. Infine,
la compagnia dei Melensi chiuderà la stagione ad aprile con “Contento
e cojonato” di Gianpaolo Moretti, vicenda di una famiglia di falegnami
degli anni ’40 in cui il padre gelosissimo della propria figlia non permette
che si fidanzi con un giovane scapestrato. Solo il denaro potrebbe fargli
cambiare idea. Allora pronto il tranello e di riflesso il messaggio: “…nella
vita bisogna concedere e non soltanto prendere”. Dal teatro invece occorre
attingere per ritemprare lo spirito con buonumore e allegria.
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LO SMEMORATO; una scena
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