di MAURIZIO VIGNAROLI
Dopo un periodo di pseudosperimentazione,
secondo un progetto del Comune, sembra che anche piazza Matteotti verrà
chiusa definitivamente alle auto con relativo allargamento dell'isola pedonale.
Ciò sarà possibile grazie a pilomat travestiti da fioriere
che fungeranno da nuove barriere in varie zone del centro storico.
Il desiderio del Sindaco
e dell'assessore Chianella di isolare il centro dal resto della città
è cosa nota. Meno nota era la condivisione dello stesso desiderio
da parte di associazioni di categoria quali Cna, Collegio Arti e Mestieri,
Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e alcune associazioni di
residenti, che dovrebbero essere espressione più della volontà
dei propri associati (artigiani, commercianti, titollari di negozi e residenti)
che di irrazionali progetti del Palazzo dei Priori.
Visto la grande impopolarità
delle ultime decisioni prese in materia di viabilità, non credo
che prima di scendere in campo a fianco dei "nostri" contestati amministratori,
i responsabili di tali associazioni abbiano provveduto a consultare la
base dei propri associati e questo è grave dato che ciascuno di
loro paga una profumata quota di iscrizione almeno per essere ascoltati.
L' amministrazione comunale
è arrivata ad imporre decisioni sopra la testa dei cittadini per
motivi sempre più chiari all'opinione pubblica: estremo tentativo
di giustificare il minimetrò e soprattutto necessità di fare
cassa. Ciò che è più grave è, che ignorando
la volontà di chi li ha votati, questo gruppo di amministratori
vuol scippare i cittadini, oltre che del portafogli, anche della loro identità.
Colpendo il centro storico si vuol colpire il cuore dei Perugini, annientare
il loro desiderio di di aggregazione, annacquare il loro senso di appartenenza.
Li si vuol sfrattare per farli vivere separati in anonime periferie.
Certo così tutto
diventa più facile, accettare lo spaccio al posto del tradizionale
struscio, addure la crisi economica come spiegazione della chiusura dei
negozi, imporre soluzioni urbanistiche insulse e particolarmente dispendiose
di denari pubblici.
Quando si arriverà
alla completa chiusura della città, magari fino alla stazione di
Fontivegge? Forse presto, almeno stando ad alcune indiscrezioni secondo
le quali esisterebbe una "delibera preconsiliare top secret" in tal senso,
che sarebbe in procinto di essere approvata. A quel punto sarà
veramente difficile arginare la protesta di piazza.
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