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| Raffaello e Chianella:
due grandi artisti |
di MAURIZIO VIGNAROLI
UN SABATO pomeriggio fate
una passeggiata a Porta Sole, il punto più alto di Perugia. Oltre
ad una delle più bella viste della città potrete assistere
anche a uno dei più significativi esempi di degrado imputabile alla
nostra amministrazione comunale.
Incamminandovi verso la
chiesa di S. Severo, prima di poter ammirare il bellissimo affresco realizzato
da Raffaello e dal Perugino, potrete gustarvi il panorama del Monte Subasio.
Gettando lo sguardo un po' più avanti troverete via Mattioli. Non
si può sbagliare è quella senza scritta, il marmo caduto
a causa del terremoto non è più stato ricollocato. La via
regala un caratteristico scorcio interrotto da un triplice puntello di
legno, altro residuo del terremoto, che posto in mezzo della scalinata
sorreggere, non si sa come, l'arco sottostante uno stabile di tre piani.
"In questi giorni - spiega Lucio Caporali residente nella zona - si sono
decisi di rifare il tetto ma non di riparare l'arco e rimuovere il puntello". |
Piazza Michelotti a soqquadro |
Anzi visto che ha resistito
tutto questo tempo la ditta ha pensato di poggiarvi sopra anche ulteriori
assi di ferro e materiali vari. Arriverete così in Piazza Raffaello
e troverete metà della piazza occupata da auto stipate una addosso
all'altra e l'altra metà transennata come deposito di materiali
edili. "Tutto questo - sottolinea Caporali - in barba ai posti auto per
residenti che pagano il permesso ZTL (12,00 Euro l'anno), la manutenzione
del PILOMAT (15,00 euro l'anno) e il costo del telecomando (40,00 euro)".
Dato l'esiguo numero, i
residenti speravano che il Comune avesse garantito loro un posto macchina
in cui poter parcheggiare, ma non è così. Dopo aver apprezzato
i brillanti colori dell'arte di Raffaello inoltrandovi in piazza Michelotti
potrete ammirare quelli non meno vistosi del "maestro" Antonello Chianella
assessore alla mobilità. In prossimità della storica clinica
Barola spicca l'intenso blu cobalto delle cosìdette "strisce blu",
gli spazi a pagamento gestiti dalla SIPA.
Visto che le strisce non
fruttavano a sufficienza, (dato che sono prevalentemente occupate dalle
auto dei residenti) Chianella, dopo aver consentito una prima sopressione
degli spazi pari al 30% concedendoli all'uso dell'imman-cabile ditta di
ristrutturazioni, ha da poco consentito la soppressione della quasi totalità
dei restanti in favore di una ulteriore ditta di costruzioni.
Insomma la vecchia acropoli
si sta trasformando in un vasto parcheggio per cantieri edili a fronte
dell'incasso di interessanti somme per l'affitto di suolo pubblico. E ai
residenti? Pur pagando permessi vari rimane, paradossalmente su consiglio
degli stessi vigili urbani, di promuovere una raccolta firme per chiedere
la possibilità di parcheggiare direttamente in mezzo a piazza Danti
area fino ad oggi rigorosamente vietata.
Non c'è che dire:
un bell'esempio di sensibilità artistica, ambientale ed architetettonica.
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