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| Supporto | Cronaca | ||||
| Redazione
Il giornale SOS Free Press Scrivici
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Per la pulitura di alcuni tratti di fondali o per liberare il lago da quella massa informe che si muove nel suo fondo, conseguenza dello scarico delle draghe (questo sì intralcio alla navigazione), forse si dovrebbe studiare una macchina operatrice concettualmente piu simile alle taglierine raccoglitrici. Negli ultimi anni il lago ha potuto beneficiare praticamente soltanto delle acque che cadono nello specchio lacustre poiché, per il degrado totale di tutte le canalizzazioni idrauliche del suo bacino scolante compIetamente ostruite, questa quota è crollata. Credevo che la visita insieme fatta a suo tempo ti avesse fatto comprendere 1’importanza del problema, poiche le acque meteoriche che cadono direttamente sul lago coprono soltanto intorno al 60% delle sue perdite per evapotraspirazione, si che senza gli apporti del suo bacino scolante il Iago non può sopravvivere. E’ per questo che nel passato fu ampliato il suo bacino imbrifero per garantire la stabilità del lago anche a valori di pioggia assai inferiori alle medie pluriennali. Ma se per 1’enorme aumento delle coperture dei tanti edifici costruiti negli ultimi anni e delle superfici pavimentate delle strade, la quota media di acque che dal bacino scolante giungeva al lago doveva accrescersi, al contrario il suo valore è crollato per il modo con cui è stata trascurata la gestione delle sue canalizzazioni idrauliche. Non penso che anche tu ritenga che i 10 milioni di metri cubi garantibili da Montedoglio per 1’irrigazione, anche se giungessero al lago, possano risolvere il problema del suo livello, rappresentando soltanto un apporto di meno di 8 cm sul lago che oggi si trova a meno 1.50 mt sotto lo sfioro. Il livello idraulico del lago al tempo di amministratori come Acton, Bazzucchi o Meoni, si sarebbe risolto senza incertezze creando un sistema permanente di gestione del territorio nelle sue canalizzazioni idrauliche. Ma quello che piu preoccupa è il tuo silenzio sullo stato generale del lago, che sta vivendo un vero e proprio disastro ambientale, per certi aspetti difficilmente reversibile. E’ scomparsa la vegetazione della cannuccia in gran parte delle zone palustri del lago dove si verificava la fregola della tinca, del luccio e di altri pesci. Divieti assurdi come quelli che impedirono la conservazione del sistema millenario di gestione della cannuccia (taglio e incendio tra dicembre e febbraio), nonché 1’effetto degli scarichi delle draghe a rifluimento sul lago sono probabilmente tra i motivi principali della scomparsa. Ben piu gravi, però, e difficilmente reversibili sono le conseguenze dell’immissione, da parte di apprendisti stregoni, di specie estranee all’ambiente ittico del lago. E non parlo tanto dal garrascio, del pesce gatto, ecc, ma dell’evento sciagurato che ha fatto giungere al lago il famoso gamberone americano. E’ questo il gamberone della Louisiana, il noto gamberone killer che ha completamente distrutto l’ambiente ittico del lago di Massaciuccoli e si sta diffondendo nei corsi d’acqua contermini. A Massaciuccoli la pesca e cessata. Varrebbe riflettere sul fatto certo che oggi poco piu di 20 pescatori professionisti pescano procapite molto meno di quanto non pescassero i 428 pescatori professionisti del dopoguerra! Al contrario, della questione del livello idraulico del lago, quella del suo disastro idrobiologico non si sa come possa essere combattuta. Ecco perché è tempo finalmente che dall’improvvisazione e dalla superstizione si passi alla scienza, mobilitando scienziati nazionali e internazionali, esperti di acque lentiche, per ricercare, ove possibile, una strada per il suo recupero biologico. Intanto sarebbe bene fare attenzione che il gamberone killer, come ha fatto diffondendosi dal lago di Massaciuccoli sui corsi d’acqua vicini, non faccia altrettanto verso i laghi di Chiusi o di Montepulciano o ai corsi d’acqua viciniori. Se dovrò constatare un’assenza della cosa pubblica di fronte al disastro drammatico che ha investito il lago Trasimeno, sarò costretto a denunciare il disastro alla Magistratura, alla Comunità Europea che, dopo aver classificato le bellezze naturali del lago, ha abbondantemente finanziato una serie di opere certamente non essenziali e comunque non mantenute, e allo stesso Ministero dell’Ambiente. Le conclusioni le lascio alla tua discrezione, che spero responsabile, con l’invito di prendere conoscenza delle positive iniziative prese dai dirigenti del Servizio Aree Naturali Protette della Direzione Agricoltura Regionale». Un saluto, tuo Ilvano Rasimelli |