di MAURIZIO VIGNAROLI
PERUGIA - Ci siamo, non poteva
che essere altrimenti. Dopo l'iniziale disorientamento, il successivo senso
d'impotenza e il più recente sentimento di rabbia nei confronti
dell'ammini-strazione comunale a causa delle impopolari decisioni prese
in materia di mobilità, i commercianti e i residenti del centro
hanno deciso di far fronte comune e scendere in campo con una raccolta
di firme come comitato "In difesa dell'Acropoli".
"Il minimetrò è
una gran bell'opera - dichiara la portavoce Alessandra Cribellati -
però si sarebbe dovuta fare 20 anni fa quando c'erano ancora tutti
gli uffici comunali, l'esattoria e tante attività. Ora, che non
c'è rimasto quasi niente, che ci vengono a fare le persone in centro?".
In effetti manifestazioni come Eurochocolate o simili sembra portino più
disagi che altro e "in quei giorni - ribadisce la signora - i perugini,
sapendo che c'è tutto qesto caos, non vengono di certo in città
e tantomeno fanno acquisti."
Del comitato "In difesa
dell'Acropoli", oltre ad Alessandra Cribellati titolare del noto negozio
di confezioni con sede in via Bartolo, fanno parte la signora Terlizzi
proprietaria della valigeria di via Oberdan e Leonardo Caponi già
consigliere comunale di Rifondazione Comunista. Loro obiettivo è
raggiungere 1000 firme per portare in consiglio comunale la proposta per
"una nuova idea di centro storico e per una nuova idea di città".
L’obiettivo è di realizzare: 1) un piano pluriennale di rivitalizzazione
del centro storico mediante: a) - la sospensione per 5 anni del rilascio
delle autorizzazioni alla realizzazione di grandi superfici commerciali
e b) - l'agevolazione del reinsediamento abitativo in centro storico con
particolare attenzione alle giovani coppie; 2) - il reinsediamento delle
imprese artigiane e produttive sospendendo la concessione dei cambi di
destinazione d'uso che hanno consentito di trasformare i vecchi fondi di
Perugia, che ospitavano laboratori e negozi, in abitazioni il più
delle volte inospitali, umide e malsane; 3) - la graduale e progressiva
riduzione del traffico veicolare e della pedonalizzazione di aree del centro
a patto che sia preceduta dall'organizzazione di un sistema efficiente
di mobilità alternativa di cui il minimetrò può essere
solo una delle componenti. Dovranno quindi essere rivisti e corretti i
tagli apportati con il PUM alle linee di trasporto urbano dirette in centro
storico; 4) - un piano straordinario per la pavimentazione, manutenzione
e abbellimento di vie e piazze; 5) - offrire alternative alla cultura dello
"sballo" ai giovani perugini, italiani e sranieri che vivono in centro
storico creando circuiti culturali sull'esempio di città europee
in cui i musei e le biblioteche rimangono aperte fino a tarda notte. In
questo senso costituire una Casa della Cultura e della Gioventù
prendendo in esame varie possibilità di utilizzo di edifici dismessi
in centro storico. Chi volesse aderire con la propria firma può
recarsi direttamente nel negozio Cribellati di via Bartolo.
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Alessandra Cribellati
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