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CASO LAGO - Le denunce degli ambientalisti
Povero Lago Trasimeno
L’intero perimetro del lago è stato interessato da numerosi ed impropri interventi da parte 
dell’uomo in epoche che vanno da molti anni fa ai giorni nostri

di CLAUDIO ABIUSO

«NEI GIORNI SCORSI le Associazioni ambientaliste hanno fatto pervenire un Loro documento riguardante il Lago Trasimeno, del quale pubblichiamo volentieri i seguenti stralci: “le Guardie del W.W.F. Hanno effettuato negli anni 2006 e 2007 una serie di sopraluoghi lungo il Lago”.Le Associazioni ambientaliste ricordano “La peggior crisi idrica del Trasimeno si ebbe intorno alla fine degli anni 50 del secolo sorso (del 1900) quando la profondità massima raggiunse m 2,93 tanto da far temere un prosciugamento completo del lago. A seguito di detta crisi si immisero i torrenti Moiano e Maranzano, ma non i torrenti Esse e Mucchia, il canale dell’Anguillara costituisce un sistema reversibile, nel senso che usando delle paratoie l’acqua può essere fatta defluire nel Lago di Chiusi” ed ancora: “Con la dicitura Prato umido si definisce l’area posta all’esterno della fascia canneto che orla il Lago con presenza di specie vegetali che nel complesso formano un tappeto erboso spesso e compatto talora ricoperto da sottile strato di acqua (insomma un prato sommerso). Fino a qualche anno fa, questa vegetazione umida e palustre occupava aree molto estese e continue attorno al Lago ma poi il bisogno di terreni da coltivare ha fatto sì che tale superfice si restringesse fino ad essere ridotta a sottili e discontinue strisce a a lembi molto piccoli”.
Aggiungono ancora le Associazioni ambientaliste: “Dai sopraluoghi effettuati sull’intero perimetro lacustre è emerso che detto tipo di vegetazione residua in modo discontinuo con larghezze variabili da pochi a qualche decina di metri nella Riva compresa tra le località di Borghetto e Castiglione del Lago (esclusa l’area dell’Aeroporto Eleuteri). Nelle vicinanze del Lido del Carabiniere in località Castiglione del Lago sta verificandosi un naturale e molto limitato processo di recupero di prato umido nella zona compromessa in passato da depositi di rifiuti di varia natura , in parte ancora visibili”.
Continuano le Associazioni ambientaliste: “L’intero perimetro del Lago e le zone ad esso immediatamente adiacenti sono state interessate da numerosi ed impropri interventi da parte dell’uomo, in epoche che vanno da molti anni fa ai giorni nostri. Si va dalla manomissione degli argini alla eliminazione delle scoline sui campi per facilitare l’utilizzo dei mezzi meccanici nella lavorazione dei terreni (trattori, ecc.), dall’ab-bandono delle vecchie scese alla realizzazione di “cassonetti” e “ripari” di vario genere e materiale in condizioni di degrado ed abusivismo di notevole impatto (per lo più visibili dalla Pista ciclabile)”. Inoltre ”Da Faliero sono state realizzate delle arginature che impediscono, con la risalita del livello del Lago , l’espandersi delle acque, ciò all’evidente scopo di sottrarre alla riconquista dell’acqua quella parte di terreno che era venuta scoprendosi a seguito dell’abbas-samento del livello, al fine di un’utilizzo ad uso agricolo di più ampie superfici coltivabili. Le arginature sono risultate costituite da pietrame di riporto.
Tutto questo risulta firmato da Italia Nostra  (Presidente di PERUGIA Avv. Urbano Barelli), dal W.W.F. (Presidente regionale Avv. Paolo Brocchi), da Legambiente (Presidente Vanessa Pallucchi) ed inviato alla Provincia di Perugia».
 
 
 
 
 

 


Nelle tre foto gli evidenti segni 
del basso livello dell'acqua


 

 
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by Consulting s.r.l. 2006