di P. F. GRAZIOLI
Nei miei sogni tormentati,
rivedo ancora quel posto che ho visitato spesso senza mai capire dove si
trovasse e cosa fosse in realtà; sapevo solo di essere al sicuro
là dentro e che l'unico inquilino di quell'antro, era mio amico.
Non so dire come lo sapessi, ma era una certezza, poi quando lo vidi meglio,
restai ancora più tranquillizzato. Indossava un costume Spagnolo
del 1500, facilmente riconoscibile dalla corazza e dal grosso collare;
se ne stava chinato su di un lungo tavolo di legno e non ho mai visto la
sua faccia, ma avevo la certezza che fosse mio amico, o forse… qualcosa
di più. La grotta era situata all’interno di una scogliera, ed una
grossa e robusta porta di legno ne impediva l'accesso; la risacca s'infran-geva
contro di essa a ritmo costante, quasi a voler scandire il passare del
tempo come incitando ad affrettarmi. Questa fu la sensazione che mi pervase;
mi guardai intorno in cerca di una risposta ma vidi solo l'oscurità
che regnava nella grotta, notai che pure sul mare era buio, ma ciò
non mi spaventava anzi, mi donava un senso di tranquillità
come se fossi tornato in un posto a me familiare.
Ero ancora in cerca di quella
risposta e dovevo trovarla; il mare mi aveva portato lì? O era stata
la grotta a chiamarmi? Incominciavo a capire, quel mare così all'apparenza
ostile ed agitato, non era altro che la mia dimensione onirica attraverso
la quale mi era possibile accedere ad un posto recondito della mia mente,
un luogo dove già ero stato in passato ed ora dovevo tornare, per
capire e per ricordare; ricordare che esistono altri luoghi o meglio dire
mondi, realtà parallele che possono essere visitate quando
ridiventiamo consapevoli delle nostre memorie perdute. Senza esitare mi
diressi verso la grande porta di legno, e non mi fu necessario bussare;
il soldato Spagnolo mi disse: "Bentornato! E' molto che t'aspettavo, non
tutti riescono a ricordare e quindi ritornano; sono pochi coloro che riattraversano
il passaggio."
Tutto mi fu chiaro; i miei
ricordi, avvenimenti che non appartenevano a questa vita, i miei sogni
tormentati dalla ricerca della verità, la grotta che nascondeva
il passaggio vero e proprio, lo Spagnolo, il quale non era altri che il
Guardiano della Soglia. Adesso, era come se tante parti di me si fossero
riunite definitivamente, che cosa avrei trovato dall'altra parte? Non lo
sapevo, ma di una cosa ero certo; nulla e nessuno mi avrebbero fermato
dall'attra-versare il passaggio; e così feci, vidi colori
che si fondevano l’uno nell’altro, udii suoni a me sconosciuti o
forse dimenticati, provai paura e felicità; quale dimensione avessi
percorso da quando avevo attraversato la soglia, non lo so,
improvvisamente ebbi la sensazione di essere alla fine di quel viaggio.
Mi ritrovai all’interno
del giardino fatiscente di un’abitazione, era notte ma potevo distinguere
con chiarezza le siepi incolte e le vecchie statue grazie alla luna piena,
ero certo che tutti i miei sensi si fossero acuiti e ciò mi
pareva normale e bello, anche se una parte di me si chiedeva il perchè
di tale sensibilità. Sapevo che ero lì per uno scopo ben
preciso, e quando trovai una porta esterna, non persi tempo ad entrare.
Ero finito nelle cucine, o meglio ciò che ne restava, ormai
nessuno le aveva più usate da tempo anche se... e di nuovo quella
sensazione! C'era qualcosa! Che mi stava aspettando negli angoli più
tetri e bui di quella casa!
(fine prima parte
segue nel prossimo numero)
|
Pier Francesco Grazioli
"La grotta era situata
all'
interno di una scogliera..."
|