di CLAUDIO ABIUSO
"Chi non ricorda il bellissimo
libro di Gabriel Garcia Marchez “Cronaca di una morte annunciata”, nel
quale si narra dell’omicidio di un uomo in realtà prevista da tutti:
amici, parenti, le stesse Autorità, tutti lo sapevano ma nessuno
era riuscito ad evitarlo (pur avendone avuto la possibilità).
La storia del Lago Trasimeno,
in qualche modo ricorda quel libro famoso: tutti sapevano da anni che il
Lago stava morendo: gli ambientalisti che avevano lanciato l’allarme da
tempo, gli abitanti dei comuni rivieraschi, gli Amministratori, il Governo
che aveva anche cercato di intervenire attraverso l’Autorità di
Bacino del Tevere. Sono stati organizzati decine di Convegni (anche molto
costosi), approvati progetti (come quello di portarvi l’acqua del Montedoglio),
delegati ampi poteri alla Presidente della Giunta regionale Lorenzetti
(nominata Commissario Straordinario ormai da numerosi anni) delegate ulteriori
competenze alla Provincia di Perugia ed alla Comunità Montana dei
Monti del Trasimeno (quali monti? sono solo colline!).
Eppure ormai siamo al capolinea:
chi vuole andare a vedere il Lago Trasimeno si può rendere conto
che è ormai morto e che si può anzi si deve (per correttezza)
cambiargli nome: Palude Trasimeno, visto che i traghetti navigano solo
in canali scavati dalle Draghe e tutto il resto è Palude fangosa.
I turisti stanno scappando, i pescatori sono rovinati, gli agricoltori
non hanno più acqua, essendo ormai finita per tutti.
La cosa più evidente
da rilevare è il completo fallimento delle Autorità competenti:
la Provincia e la Comunità Montana, la loro totale incapacità
di gestire i prelievi idrici, di realizzare i Progetti da essi stessi approvati:
Montedoglio ecc. risulta evidente. Ancora più evidente è
la incapacità dei Procuratori della Corte dei Conti di tutelare
un patrimonio pubblico e di controllare la “efficace” gestione dei tantissimi
soldi pubblici spesi inutilmente per il Lago, come risulta da un recente
esposto dei Consiglieri provinciali del Centrodestra (ma anche da tanti
altri e da me stesso negli anni passati).
Ed ancora evidente è
l'incapacità della Procura Penale di Perugia dove dormono
da anni decine di esposti per danno ambientale e paesaggistico senza risultato,
probabilmente anche a causa della scarse capacità di indagine del
Corpo Forestale dello Stato di Perugia al quale sono state delegate, proprio
dal Sost. Procuratore Sergio Sottani numerose indagini sempre senza o con
scarsi risultati.
Il Cadavere del lago Trasimeno
è ormai davanti a noi e non lo dico solo io ma anche l’ingegnere
idraulico Ilvano Rasimelli, il Presidente della Unione degli operatori
turistici del Trasimeno Marcello Cresti e il Vicepresidente della provincia
di perugia Palmiro Giovagnola (ma dove erano costoro mentre si consumava
la tragedia?).
Che fare? In primo luogo
Giustizia: individuare le responsabilità per Omissioni in Atti d’Ufficio
(art. 328 c.p.) Abuso in Atti d’ufficio (art.323 c.p.)
Distruzione e/o deturpamento
di Bellezze naturali (art. 734 c.p.); in secondo luogo Pulizia: togliere
alla Provincia di Perugia ed alla Comunità Montana le Deleghe
per la Gestione del Lago Trasimeno, che tanto costoro hanno ampiamente
dimostrato di non avere le capacità per gestirle.
A tutti coloro che abitano
o vivono sul Lago mi permetto di ricordare un vecchio adagio “ogni popolo
ha il Governo che si merita” se siete giustamente insoddisfatti della gestione
del Lago: “ditelo sul muso dei Sindaci e degli Amministratori che avete
votato l’ultima volta”.»
|
|