di MAURIZIO VIGNAROLI
E' arrivato Brunetta e malgrado
la sua statura (si dice sia più basso dello "psiconano") ce ne siamo
accorti bene. Da quando il neoministro del governo Berlusconi si è
insediato in parlamento lo stuolo dei dipendenti pubblici fannulloni comincia
a preoccuparsi anche nella nostra regione.
Tanti dipendenti delle Università,
degli ospedali, del Comune, della Provincia e della Regione cominciano
a tremare. Da ora in poi non sarà più così facile
farsi timbrare il cartellino da un collega compiacente per poi uscire di
stanza tutta la mattina per fare la spesa al supermercato o svolgere un
secondo lavoro magari pagato in nero. Chi verrà pescato assente
in maniera ingiustificata sarà licenziato e anche a Perugia, in
cui alta è la densità dei dipendenti pubblici, sarebbe auspicabile
che l'autorità competente, oltre ad un riesame della regolarità
o meno dei concorsi di assunzione, facesse un giretto nei labirintici uffici
delle pubbliche amministrazioni come la Camera di Commercio, il Rettorato,
il Provveditorato agli studi, l'ospedale Silvestrini, le singole facoltà
universitarie ecc. per valutare se vi siamo utili motivi d'indagine. E'
ora che alla nostra elefantiaca pubblica amministrazione venga fatta una
bella radiografia.
E' ora che molti professori
universitari, incaricati, ordinari o associati, ai quali basta lavorare
da un 1 ora e 12 minuti alle 3 ore e 39 minuti per potersi definire a tempo
pieno (secondo quanto pubblicato recentemente da un resoconto del "Sole24Ore"),
si mettano a fare ciò per cui sono profumatamente pagati e cioè
insegnare anzichè correre dietro alle segretarie o bisbocciare nei
bar degli istituti. E' ora che i ricercatori diano conto delle loro ricerche
e che vengano pagati in misura al lavoro svolto e ai risultati conseguiti,
che i primari siano presenti più nelle corsie degli ospedali che
ai convegni in amene località turistiche a spese del contribuente.
E' ora che tutti i dipendenti amministrativi addetti agli sportelli lavorino
contemporaneamente e non solo uno su dieci, come spesso accade, a scapito
dei cittadini costretti a interminabili tempi di attesa.
Insomma è ora che
chi ha l'onore di far parte della pubblica amministrazione se ne assuma
anche gli oneri e cioè pagare, al pari di chi già lo fa nel
settore privato, per i ritardi e le incapacità non più sopportabili.
Ma è anche ora che vengano premiati quei dipendenti pubblici che
svolgono il proprio incarico con serietà e coscienza sopperendo
spesso alla disonestà degli altri colleghi.
Non ci resta che invitare
in Umbria il ministro Brunetta e augurargli buon lavoro. |
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