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I protagonisti del Festival
di Todi |
Perché scrivere un
libro sul festival? Qual è il significato della ricostruzione storica?
Probabilmente dietro a “Todi Arte Festival. La storia, gli eventi, i protagonisti
dal 1986 ad oggi” di Maria Cristina Mancini, pubblicazione edita da Gremese
e in uscita a settembre, c’è stata la necessità di riportare
alla luce un passato piuttosto recente per rilanciare il futuro. Una necessità
dettata dal fatto che la cultura non diventi il privilegio di pochi o uno
specchietto per le allodole, ma una concreta possibilità di crescita
per tutti. A 25 anni dalla nascita del Festival, oggi diretto da Maurizio
Costanzo che ha curato la prefazione del testo, l’autrice ripercorre le
tappe fondamentali di una rassegna che ha visto passare sul palcoscenico
di Todi, attori famosi, politici locali e personalità del mondo
intellettuale italiano. Si tratta di un libro di scorrevole lettura che
con dovizia di particolari analizza le vicende del festival con tecnica
giornalistica. |
Cristina Mancini |
Corredato da oltre 200 fotografie
a colori, svela i retroscena di un evento strettamente legato al territorio,
ma con un ruolo primario nel panorama culturale italiano. Una fucina di
produzioni e una macchina organizzativa che ha portato alla ribalta attori
come Giulio Scarpati, Patrizio Cigliano, Vincenzo Salemme. Il filo rosso
che lega l’opera sono i suoi direttori: Enzo Siciliano, Silvano Spada,
Simona Marchini, ma anche il pubblico e la città che, con il festival,
ha avuto un rapporto viscerale e conflittuale. Il libro apre un nuovo corso
sicuramente più entusiasmante rispetto al passato e si pone come
un’opera unica, uno strumento indispensabile per tutti coloro che amano
la cultura e il teatro. Oltre che un bel regalo per l’Umbria tutta.
(Da. Mar.) |
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