| di STEFANO VINTI (PRC)
«SALUTIAMO con piacere
le dichiarazioni del Sindaco Locchi apparse sulla stampa locale in merito
al problema dello spaccio degli stupefacenti a Perugia. Meglio tardi che
mai verrebbe da dire. Peccato che Rifondazione Comunista ha nei mesi scorsi,
e in più di un’occasione, sollevato il problema dell’assenza di
azioni di intelligence per la repressione dello spaccio e la sicurezza
urbana.
Perugia non è l’ultimo
dei comuni dell’Umbria, è il capoluogo di una regione che sta
diventando il crocevia per il traffico di sostanze stupefacenti di tutta
Italia mediana. Per questo abbiamo condiviso l’idea di redigere il “Patto
per Perugia”, ma allo stesso tempo abbiamo ritenuto insufficienti gli strumenti
individuati.
Se il problema droga a Perugia
è un problema interregionale è fondamentale avviare un lavoro
d’intelligence insieme al Ministero dell’Interno ed alle questure delle
regioni dell’Italia mediana; nello stesso tempo occorre che Perugia si
faccia promotrice di un piano di politiche sociali anche questo interregionale,
un ruolo che solo il nostro capoluogo può giocare non solo per la
posizione geografica ma anche per la rilevanza che il fenomeno dello spaccio
di sostanze stupefacenti sta assumendo nel nostro territorio.
La richiesta della istituzione
di una commissione del consiglio regionale di inchiesta per le infiltrazioni
mafiose in Umbria è stata dettata anche dall’emergenza delle morti
per overdose nel capoluogo oltre che dal rischio, confermato da numerose
procure oltre che dalla commissione parlamentare antimafia, di trasformare
la nostra regione ed in particolare Perugia, in supermarket privilegiato
dalle mafie italiane ed estere per lo spaccio. Le notizie degli arresti
delle ultime ore confermano l’opportunità e l’urgenza dell’istituzione
della commissione.
Cogliamo l’occasione per
ringraziare le forze dell’ordine per l’impegno profuso nella repressione
del fenomeno, i significativi risultati conseguiti e il ripristino di una
legalità repubblicana (...)»
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Stefano Vinti |