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RIFORME - Pacchia finita per baroni, pseudo-ricercatori
e rettori spendaccioni
Università: gli
"intoccabili" nel mirino della Gelmini
I provvedimenti del ministro rendono inefficace
l'onda delle proteste
di MAURIZIO VIGNAROLI |
La crisi economica è
dura e fa paura ma una cosa di buono la sta portando: un buon motivo per
chiudere i rubinetti degli sprechi e dei favoritismi. Se ci sono meno soldi
per i poveri mortali, allo stesso modo, ce ne sono meno anche per chi non
si crede di esserlo. "Intoccabili" rettori spendaccioni, professori baroni-tromboni,
amici e parenti pseudo-ricercatori, attenzione! La pacchia sta per finire.
Oltre alle inchieste giudiziarie che stanno investendo noti personaggi
accademici del mondo universitario perugino,
ci pensa Mariastella Gelmini.
Il ministro dell'istruzione, da mesi bersaglio di insulti e slogan molti
dei quali partiti dalle facoltà di Perugia, con gli ultimi provvedimenti
sull'Università rende inefficace l'onda delle proteste.
Circa i fondi "per la prima
volta - spiega la Gelmini - si afferma il valore del merito assegnando
le risorse in base ai risultati". Ciò significa che le università
virtuose riceveranno almeno il 7% del Fondo di finanziamento ordinario
e in merito alle assunzioni, mentre le università in rosso subiranno
uno stop, gli atenei virtuosi, invece, usufruiranno dello sblocco parziale
del turn over che passerà dal 20% al 50% (si prevede l'assunzione
di oltre 3mila ricercatori ndr).
Nuove regole anche per la
composizione delle commissioni dei concorsi (questi ultimi più volte
smascherati dalle inchieste giornalistiche). Le commissioni che giudicheranno
gli aspiranti professori sia ordinari che associati saranno composte, a
differenza da quanto accade oggi, da 4 docenti sorteggiati da un elenco
di commissari e da un solo professore ordinario nominato dalla facoltà
che ha richiesto il bando (questo per evitare l'esito spesso predeterminato).
Altro punto dolente sono
le spese troppo elevate di molti atenei per quanto riguarda il personale.
Con la legge Gelmini, le università che spenderanno oltre il 90%
dello stanziamento statale solo per gli stipendi del personale (a danno
delle disponibilità per la ricerca ndr.) non potranno fare altre
assunzioni cioè bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale
amministrativo. Il provvedimento va evidentemente a scapito dei professori-baroni
che si vedono assottigliare la possibilità di accontentare i propri
"portaborse". In tal senso sarà anche istituita un'anagrafe nazionale
dei professori ordinari, degli associati e dei ricercatori in cui sarà
monitorato l'elenco delle pubblicazioni scientifiche prodotte al fine di
verificare l'effettiva attività di ricerca svolta.
Sembrerebbe un inizio nella
giusta direzione, di certo i ministri Gelmini e Brunetta si candidano ad
essere eletti "coppia dell'anno", una coppia terribile per baroni e fannulloni.
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Il rettorato di Perugia
Maria Stella Gelmini |
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