| di NOVELLA RICCI
Anche in Italia da qualche
anno si è iniziata a praticare una disciplina sportiva iniziata
in Alaska dove cani addestrati trainano slitte su percorsi innevati. E’
una forte emozione il correre sulla neve fra boschi e sentieri su una slitta
trainata da una muta di cani nordici.
Il cane più utilizzato
per lo “Sleddog” è il “Siberian Husky” originario delle regioni
artiche, puro e selezionato e sempre utilizzato dagli eschimesi per la
grande emergia e resistenza al freddo. I cani del gruppo trainante in genere
sono otto; i due di testa sono i più robusti e obbedienti e seguono
i comandi creando l’andatura della slitta.
Questi cani hanno insito
nella loro natura il desiderio di correre e tirare per sfogare la loro
forza, ma spesso non sono compresi da padroni che li relegano in piccoli
giardini o appartamenti con conseguenze di fughe e seguenti ricerche, spesso
andate a vuoto.
La più importante
gara di “Sleddog” si corre in Alaska nel mese di Marzo attraverso un percorso
di 1.800 km. In Italia già esistono varie scuole di questo sport:
a Tarvisio, Madonna di Campiglio, Sestriere e Ponte di Legno.
Questa disciplina invernale
molto antica fu poi adottata dai cercatori d’oro in Alaska e in Canada.
Si racconta di cani “eroi” che compirono percorsi difficili per portare
rifornimenti alle famiglie di minatori.
Nel 1925, al Central Park
di New York, fu eretta una statua in bronzo per onorare il cane “Balto”
che guidò la muta, nel 1923, portando con sacrificio e a tempo di
record, medicinali utili, per combattere la difterite che in quel periodo
si era diffusa fra i bambini dei minatori.
Potremmo affermare con certezza
che questi cani di origine nordica hanno doti particolari che li rendono
veramenti speciali e utili all’uomo.
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