| di PAOLA MATRIGALI TINTORI*
Era una sera di novembre
del 1999, quando stavo lasciando il Rifugio dopo un pomeriggio passato
al freddo, insieme ad altri volontari, ad accudire gli animali ospitati
all’interno del casale che avevamo a disposizione per il loro ricovero.
Come molte volte accadeva,
ero l’ultima a lasciare il Rifugio; stavo facendo gli ultimi controlli,
quando si presentarono due ragazzi con un “fagottino” in mano.
Il “fagottino” era un cucciolo
di
cane di pochi giorni che avevano trovato dentro un sacchetto vicino a dei
secchi per la spazzatura.
Dalla mia bocca uscirono
delle maledizioni verso la persona senza cuore che aveva potuto compiere
un atto così crudele: ancora non mi ero abituata a sopportare una
scena del genere che comunque non era insolita.
In questi casi è
necessario avere a disposizione una mamma che possa accogliere nella propria
cucciolata lo sventurato. Immediatamente mi rendevo conto che la situazione
era grave in quanto non avevo alcuna mamma e il piccolo rischiava di morire.
Nella nostra struttura si tenta sempre il tutto per tutto per salvare l’animale
ed anche in questo caso io cercavo di fare il possibile. Avrei portato
il cucciolo a casa e avrei iniziato l’allattamento artificiale. Mi apprestavo
a preparare l’occorrente per la notte, quando mi venne in mente di avere
una gattina con dei cuccioli.
E’ sempre difficile far
accettare ad una animale un nuovo cucciolo, se poi è di altra specie
l’impresa diventa quasi impossibile.. Non avevo altra scelta per salvare
lo sventurato, quindi provai con calma e per alcune ore a far accettare
l’intruso alla mamma gatta.
La gattina, dopo un po’
di resistenza, cominciò ad accorgersi di lui, ad annusarlo, a leccarlo,
non sembrava affatto irritata dalla sua presenza.
Il primo passo era fatto;
adesso bisognava “attaccare” il cucciola alla gattina per l’alimentazione.
Ma anche questa operazione, dopo vari tentativi, riuscì con successo.
Tornai a casa più
tardi del solito, soddisfatta ma ancora dubbiosa sull’evoluzione
positiva dell’operazione.
La mattina ebbi la bellissima
sorpresa di vedere che il piccolo veniva allattato insieme ai gattini
e la mamma gatta aveva per lui le stesse attenzioni che rivolgeva ai suoi
piccoli. Il cucciolo è cresciuto senza alcun problema ed è
stato dato in adozione ad una famiglia che, saputa la storia,
lo accolse come un oracolo. La gattina, dopo qualche anno ci ha lasciato
per limiti di età con tanto dolore di tutti i volontari che operano
al Rifugio.
* Presidente Enpa
Sezione di Perugia
e
Responsabile del Rifugio
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cuccioli
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