| di CLAUDIO ABIUSO
«Il Centro Studi della
Confindustria ci fornisce finalmente i dati sulla Crisi economica in Umbria
nell’ultimo trimestre del 2008, rispetto al 2007; i dati gia pubblicati
da tutta la stampa locale, meritano un ulteriore commento: l’occupazione
in Umbria nell’ultimo trimestre 2008 è diminuita di circa il 5%
rispetto allo stesso trimestre del 2007, la produzione è scesa del
3,8%, il fatturato scende del 3,6%, gli ordinativi (che si ripercuotono
sulla produzione futura) del 4,8% ; a livello settoriale le flessioni più
consistenti
sono segnalate nelle industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto, Un
disastro anche l’artigianato locale del perugino: diminuisce per la produzione
del 3,3% nel 2008 rispetto al 2007 , del 3,7 per il fatturato, del 3,8
per gli ordinativi; è quest’ultimo, forse il dato più preoccupante:
gli ordinativi riguardano la produzione futura … se ci sono pochi ordinativi
nel 2008 vuol dire che, essendoci poca richiesta oggi, ci sarà poca
produzione domani: la ripresa si allontana. E’ interessante notare come
la crisi riguarda non solo il settore industriale, ma anche quello commerciale:
soprattutto di grandi dimensioni (che ha ricevuto più contributi
pubblici – con i nostri soldi), le piccole attività resistono meglio.
Nel contempo non dobbiamo
dimenticare l’aumento dei costi: in Umbria i costi bancari complessivi
sono aumentati del 10,20% dal 2007 al 2008, l’acqua è aumentata
del 10,90%, il gas del 13,10%, l’elettricità del 12,60%, le tasse
comunali del 14,60% (nella media regionale a Perugia forse anche di più),
la tassa sull’illuminazione votiva nei cimiteri è invece aumentata
dell’11,6% . Nel frattempo la crisi ha colpito i lavoratori: (centinaia
di licenziamenti ?) alla Buitoni di Città di Castello; nel resto
dell’Umbria e del perugino oltre 5.000 lavoratori in cassa Integrazione
(che vuol dire una riduzione dello stipendio di circa il 20% in meno),
ma ci dice il Sindacato C.g.i.l. la situazione è destinata a peggiorare,
per oltre un migliaio di lavoratori assunti con contratti atipici o a tempo
determinato, non ci sarà rinnovo (afferma Mario Bravi della C.g.i.l.).
Un “fallimento” davvero terribile per l’Amministrazione Lorenzetti e per
il sedicente Partito Democratico che vantava la specificità umbra,
la sensibilità dell’Amministrazione per i lavoratori e per le categorie
sociali deboli. Il tracollo riguarda infatti soprattutto il grande settore
produttivo (cioè la base degli operai più sindacalizzati
e politicizzati che con maggior fedeltà hanno sempre votato D.S.)
e gli immigrati: sono circa 350 le pratiche di disoccupazione avviate
per immigrati extracomunitari, il che significa che questi lavoratori (fino
ad oggi in regola) o verranno rimpatriati o dovranno (inevitabilmente)
entrare nell’illegalità».
*Prof. di Economia
e Presidente della
lista civica
"l'Altra Perugia"
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