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Crisi in Umbria
I costi bancari complessivi sono aumentati del 10,20% dal 2007 al 2008, 
l’acqua è aumentata del 10,90%, il gas del 13,10%, l’elettricità del 12,60%, 
le tasse comunali del 14,60% 
di CLAUDIO ABIUSO

«Il Centro Studi della Confindustria ci fornisce finalmente i dati sulla Crisi economica in Umbria nell’ultimo trimestre del 2008, rispetto al 2007; i dati gia pubblicati da tutta la stampa locale, meritano un ulteriore commento: l’occupazione in Umbria nell’ultimo trimestre 2008 è diminuita di circa il 5% rispetto allo stesso trimestre del 2007, la produzione è scesa del 3,8%, il fatturato scende del 3,6%, gli ordinativi (che si ripercuotono sulla produzione futura) del 4,8% ; a livello settoriale le flessioni più consistenti sono segnalate nelle industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto, Un disastro anche l’artigianato locale del perugino: diminuisce per la produzione del 3,3% nel 2008 rispetto al 2007 , del 3,7 per il fatturato, del 3,8 per gli ordinativi; è quest’ultimo, forse il dato più preoccupante: gli ordinativi riguardano la produzione futura … se ci sono pochi ordinativi nel 2008 vuol dire che, essendoci poca richiesta oggi, ci sarà poca produzione domani: la ripresa si allontana. E’ interessante notare come la crisi riguarda non solo il settore industriale, ma anche quello commerciale: soprattutto di grandi dimensioni (che ha ricevuto più contributi pubblici – con i nostri soldi), le piccole attività resistono meglio.
Nel contempo non dobbiamo dimenticare l’aumento dei costi: in Umbria i costi bancari complessivi sono aumentati del 10,20% dal 2007 al 2008, l’acqua è aumentata del 10,90%, il gas del 13,10%, l’elettricità del 12,60%, le tasse comunali del 14,60% (nella media regionale a Perugia forse anche di più), la tassa sull’illuminazione votiva nei cimiteri è invece aumentata dell’11,6% . Nel frattempo la crisi ha colpito i lavoratori: (centinaia di licenziamenti ?) alla Buitoni di Città di Castello; nel resto dell’Umbria e del perugino oltre 5.000 lavoratori in cassa Integrazione (che vuol dire una riduzione dello stipendio di circa il 20% in meno),  ma ci dice il Sindacato C.g.i.l. la situazione è destinata a peggiorare, per oltre un migliaio di lavoratori assunti con contratti atipici o a tempo determinato, non ci sarà rinnovo (afferma Mario Bravi della C.g.i.l.). Un “fallimento” davvero terribile per l’Amministrazione Lorenzetti e per il sedicente Partito Democratico che vantava la specificità umbra, la sensibilità dell’Amministrazione per i lavoratori e per le categorie sociali deboli. Il tracollo riguarda infatti soprattutto il grande settore produttivo (cioè la base degli operai più sindacalizzati e politicizzati che con maggior fedeltà hanno sempre votato D.S.) e gli immigrati: sono circa 350  le pratiche di disoccupazione avviate per immigrati extracomunitari, il che significa che questi lavoratori (fino ad oggi in regola) o verranno rimpatriati o dovranno (inevitabilmente) entrare nell’illegalità».

*Prof. di Economia 
e Presidente della lista civica
"l'Altra Perugia"
 

 
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by Consulting s.r.l. 2006