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ALTRI TEMPI - Nonnina in buona salute e ottimo umore
104 anni con la mente lucida
e lo spirito di una ragazza
Festeggiata da parenti e conoscenti. Ha scherzato più volte con il Sindaco ricordando il tempo che fu. 
Le piace ancora fare qualche lavoretto all’uncinetto.
di ARMANDO VIGNAROLI

PERUGIA - E’ nata il 29 dicembre del 1904, quindi ha compiuto recentemente ben 104 anni. Alda Gresta non dimostra affatto la sua età; è in buona salute, è lucida di mente, lavora all’uncinetto, mangia con appetito e non rinuncia ad un bicchiere di vino al giorno. L’anziana signora, rimasta vedova nel 1987, si è sposata nel 1923, ha avuto due figli che ora amorevolmente si  occupano di lei. Al suo compleanno hanno partecipato in molti; innanzitutto la primogenita, Gina Romani in Grifo, 83 anni, ex insegnante elementare che da tempo vive con la madre, e poi il figlio Carlo Romani di 80 anni residente con la sua famiglia a Città di Castello. C’erano anche la nuora Franca Romani, i nipoti, i pronipoti ed alcuni conoscenti. Alla festa non poteva mancare il sindaco di Fossato di Vico che ha ironizzato e più volte scherzato con l’allegra nonnina ricordando il tempo che fu. “Mia madre - ha detto fra l’altro Alda Gresta - quando mi veniva a trovare il giovane che poi ho sposato mi diceva: ‘vi guardo dalla finestra voi potete passeggiare da lì a lì’ e ricordati sempre  ‘prima il bacio poi il cacio’. Risate e applausi hanno più volte sottolineato battute di questa donna d’altri tempi. Nonna Alda ha attraversato due guerre mondiali, è nata a Fossato di Vico, per 18 anni ha abitato con i genitori nel paesino che si trova tra Gualdo Tadino e Fabriano. “Avevo 15 anni - ha raccontato - quando mi sono innamorata di Giuseppe Romani il ferroviere-macchinista che ogni giorno passava sotto le finestre di casa mia e mi salutava con il fischio della locomotiva. Lui aveva 10 anni più di me. Ci siamo sposati nel 1923 e siamo andati ad abitare prima ad Arezzo e poi a Città di Castello.  Lì sono nati i nostri figli. “Mia madre ha sempre lavorato sodo”, ha precisato la figlia Gina. “Fare le maglie è stata la sua grande passione ed anche una fortuna per la nostra famiglia. Quando i tedeschi bombardarono le ferrovie durante la seconda guerra mondiale mio padre rimase senza lavoro e i momenti difficili li abbiamo superati grazie ai maglioni che faceva mia madre”. “Li barattavo con farina, olio, carne e uova”, ha ripreso a raccontare l’ultra centenaria. “Facevo i golf con una macchina del 1920 che mi regalò mio padre da ragazzina affinchè imparassi un mestiere. Quella macchina, ben oleata, ora è al Museo delle Tradizioni Popolari di Città di Castello”. “La signora Alda è una persona stupenda”,ha osservato la rumena Jonica Mocanu che da 6 anni svolge mansioni di badante in casa Gresta. “ Se deve dire qualcosa - ha aggiunto - la dice con fermezza ma sempre con garbo e con rispetto. Probabilmente è per questo che tutti le vogliamo un gran bene. Il segreto di lunga vita va ricercato forse nell’ironia e buonumore che caratterizzano le sue giornate”. 
 
 
 
 
 
 
 
 

 


Alda Gresta lavora ancora 
all'uncinetto

Alda Gresta con il marito 
Giuseppe Romani (1923)

Macchina da maglieria 
appartenuta ad Alda Gresta
 
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by Consulting s.r.l. 2006