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Uno per due |
| di STEFANO NATALICCHI
Piovve durante tutta la notte,
un delicato alito di vento si alzava dalla collina, un mormorìo
si diffondeva nella mia stanza, dormii bene sino all' alba. La pioggia
cessò, l' aria si fece un pò fresca, guardai fuori dalla
finestra, gli alberi si svegliavano, le foglie mi trasmettevano un gioioso
silenzio. I pini emanavano un rinfrescante odore e attraversando la strada
si vedeva la chioma dell' erba. Più in là, c' èra
un vecchio albero che aveva resistito al sole e alle tempeste, gettare
la sua ombra su un giovane alberello che tremava alle carezze del vento.
Amavo appassionatamente la natura, amavo tutto ciò che mi circondava,
la mia donna, il mio cane, con un sentimento invincibile e profondo. Adoravo
con tutti i miei sensi, amavo ciò che vedevo, ciò che sentivo,
anche l' aria che respiravo, ascoltavo il silenzio della felicità.
Escluso il ricordo di Giulia, nessuna pena mi opprimeva, avevo solo l'
ardente desiderio di andare, di correre lontano, di approdare alle porte
della serenità ma il mio istinto mi portava alla corte della mia
solitudine. Una segreta calma incombeva sugli uomini, i loro occhi meditavano
nell' attesa dell' inverno. |
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| Il giorno passava ma il
tempo rimaneva fermo. Lassù sulla collina un bagliore di fiaba illuminava
la foresta, la luce che nasceva colorava di chiaro l' orizzonte, in un
attimo pensai a Laura. Gli alti pioppi che di giorno somigliavano a guardiani,
di sera sembravano un' unica colonna di fumo; l' enorme roccia che stava
lì da sempre inespugnabile, appariva come un povero infelice, con
la terra per letto e il cielo per coperta. Lo stagno che al mattino scintillava
di luce, di notte si trasformava in un fiume di lacrime, triste e solitario.
Il Pian di Massiano stava lì abbandonato fra passeggiatrici di colore
pronte a vendere l' amore e la disperazione, l' uno spiegando le ali, l'
altra stringendo la gola. Con gli istinti scoperti e senza veli, la superficie
del lago èra nascosta dalla nebbia. Di fronte a questa scena, la
bellezza della natura, il chiaro di luna, il profondo silenzio tutto intorno,
sembrava senza vita. Le colline piene di magia con la loro grandezza, tentavano
di raggiungere il cielo in un matrimonio fra giganti. La Città della
Domenica svettava come l' ogiva di un missile trapiantato in mezzo al verde,
le luci delle ville, èrano come sentinelle messe lì a vegliare
il sonno della notte. La strada che saliva pareva una rampa di lancio mimetizzata
fra le stelle, i fari delle auto illuminavano il cielo come una batteria
contraerea. Con un pò di immaginazione si poteva udire il rombo
degli aerei, una prospettiva fantastica e irreale. Monte Malbe èra
lì, adagiato e silenzioso, ma èra un silenzio pieno di vita.
Ogni volta che chiudevo le orecchie al clamore della città, sentivo
aleggiare su di me il mormorìo dei rami. Che strano linguaggio avevano
gli alberi, le foglie comunicavano giovinezza e amore anche più
in là. Nel mio fantasticare sentivo i rumori della città.
Ero stanco della mia inattività, non facevo che andare a zonzo per
boschi e praterie, in cerca di ciò che non c' è. Nelle sere
tiepide, il Percorso Verde èra pieno di gente, incontravo amici
che spesso si univano alla mia podistica agilità e quel bar in mezzo
agli alberi, dava ristoro a chi passava di là. Riflettevo su colei
che desideravo e che amavo di più. Che dire di un uomo che ama la
sua donna con furore, che pensa all' altra con ardore? Che dire di un cuore
che Dio ha posto fra due lanterne? Sò che l' egoismo non confina
con la sua afflizione. A volte è difficile dominare l' istinto,
incatenare le nostre azioni tirando i freni, è difficile trovare
qualcuno disposto a parlare la lingua della nostra anima, a capire i nostri
sentimenti, le nostre emozioni, a parlare con gli occhi del cuore. Avete
mai incontrato una persona con tali caratteristiche? Se la risposta è
sì, avete trovato la compagna della vostra vita, che vi seguirà
in un viaggio sentimentale, dividendo gioie e dolori nella banalità
del quotidiano. La mia esistenza invece èra divisa in due, l' una
trascorreva ad amare il presente, l' altra vagliava i ricordi che abitavano
nell' inconscio. Volevo vivere con entrambe sotto lo stesso tetto, per
vedere l' essenza sublime della loro diversità, ma ciò èra
frutto di una irrazionale utopìa, che pesava le parole, che misurava
la tristezza con il metro del dolore. In me, tutte le cose esistevano dalla
più umile alla più elevata, in un solo atomo c' èrano
tutti gli elementi della terra, in uno spazio senza confini albergavano
sogni nascosti, ma la lontananza non bastava a separarmi da ciò
che èra lontano. Come una goccia che contiene i segreti degli oceani,
in un pensiero si trovano tutti i desideri dell' esistenza. L' aspetto
delle cose varia secondo le emozioni, l' umore varia secondo le suggestioni,
una magica presenza offusca i sogni, la realtà li risveglia. L'
anima, è come un elenco su cui il tempo scrive i sogni, che subito
il vento cancella, ma nessuno può stabilire i confini del cuore. |
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